I numeri del cuore

Anche il cuore ha i suoi numeri: quelli riferiti ai malati e all’incidenza delle patologie cardiovascolari e quelli da rispettare per non correre il rischio di ammalarsi. Questo il tema della nona edizione della Giornata Mondiale per il Cuore – intitolata “Conta su di te! I numeri giusti fanno bene al cuore - che avrà luogo in tutta Italia domenica 28 settembre e servirà a rendere noti questi dati, oltre a offrire, a chi lo desidera, l’occasione di sottoporsi a screening gratuiti in grado di far luce sulla salute del proprio cuore, valutando parametri chiave come la pressione arteriosa, il battito cardiaco, il livello di grassi nel sangue, colesterolo e trigliceridi. Partendo dal primo gruppo di numeri scopriamo che, ogni 26 secondi, un uomo è colpito da infarto; ogni minuto una persona muore per un evento coronarico; il 38 percento dei sopravvissuti a un infarto perisce nell’arco di 365 giorni. Soltanto in Italia, per malattie legate al cuore, sono in cura più di 800mila persone e il 42 percento dei decessi che avvengono nel Belpaese sono dovuti a questo tipo di patologie. Il 62 percento degli uomini e il 61 percento delle donne hanno un livello di grassi nel sangue eccessivo. Il 31 percento delle donne adulte e il 33 percento degli uomini soffrono di ipertensione arteriosa, spesso non curata. Il 22 percento delle donne e il 18 percento degli uomini sono obesi e hanno un indice di massa corporea (IMC) rispettivamente attorno a 26 e 27 kg/m2, con una circonferenza-vita media di 85 e 95 centimetri. Il 6 percento delle donne e il 9 percento degli uomini sono diabetici, hanno quindi livelli di zuccheri nel sangue troppo elevati, e oltre il 50 percento di questi non si sottopone ad alcuna terapia. C’è poi la cosiddetta sindrome metabolica (situazione patologica caratterizzata dalla presenza simultanea nello stesso paziente di diversi disordini metabolici) che, fra gli over 65, riguarda una donna e un uomo ogni tre. “Sono numeri importanti che ci aiutano a riflettere e a metterci nelle condizioni di prevenire anziché curare – dice Roberto Ferrari, Presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC) – basandoci sul fatto che negli ultimi 30 anni la vita media della popolazione è aumentata grazie alla medicina di ben 10 anni. In particolare, la cardiologia, ha contribuito per oltre sei anni di vita, contro, per esempio, i 2,4 mesi dell’oncologia. Ne consegue che possiamo fare di più, ma i cittadini devono collaborare ed aiutare i cardiologi nella lotta contro queste malattie”. Come? “Riconoscendo i diversi fattori di rischio e capire su quali ognuno di noi può agire – afferma Rodolfo Paoletti, professore emerito dell’università di Milano e presidente della Fondazione Italiana per il Cuore. E qui entra quindi in gioco il secondo gruppo di numeri: quelli appunto da rispettare per mantenere in salute il nostro muscolo cardiaco. Iniziamo con la pressione arteriosa che, a riposo, dovrebbe essere inferiore a 80-120. Oltre questi limiti conviene correre ai ripari, specialmente se la minima supera i 90-95. Con l’età la pressione tende a innalzarsi, per via di un fisiologico restringimento dei vasi sanguigni, tuttavia oggi la medicina dispone di farmaci molto efficaci per tenerla sotto controllo. Il colesterolo buono (HDL), considerato lo ‘spazzino’ delle arterie, impedisce la formazione della placca aterosclerotica e dovrebbe essere superiore ai 40 mg/dl; mentre il colesterolo cattivo (LDL) che favorisce il deposito di grasso sulla parte delle arterie e può predisporre all’infarto, dovrebbe essere inferiore a 100 mg/dl. La circonferenza addominale nelle donne dovrebbe essere inferiore a 80 centimetri, nell’uomo a 94 centimetri. Importante, infine, per la salvaguardia del cuore anche la condotta di vita basata su un’alimentazione sana e l’esercizio fisico e assenza di fumo e alcol. Per la salute del cuore i medici raccomandano 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, dolci un paio di volte la settimana, pesce 2-3 volte la settimana; non eccedere con l’utilizzo del sale nei cibi durante la cottura o il condimento e non limitare il consumo di latte, yogurt e latticini in generale, importanti per il rifornimento di calcio. Per ciò che riguarda l’attività fisica è bene affrontare quotidianamente passeggiate o giri in bicicletta; mentre per attività fisiche più impegnative, come il sollevamento pesi, il consiglio è quello di non superare le due volte la settimana. “Anche lo stress, l’insoddisfazione nel lavoro e nella famiglia e l’inquinamento atmosferico cominciano ad avere un significato fra i fattori di rischio cardiovascolare – sottolinea Andrea Peracino, vice presidente della Fondazione Italiana per il Cuore -. E poi fattori come l’età e la familiarità, anche se non modificabili vanno tenuti in considerazione”. Tra gli appuntamenti più significativi della Giornata Mondiale per il Cuore si ricordano, a Milano, le iniziative del Centro Cardiologico Monzino IRCCS che organizzerà incontri e dibattiti sulla salute del cuore, oltre a offrire ai cittadini la possibilità di farsi misurare gratuitamente i livelli di colesterolo e pressione; a Olevano Romano (Roma) sarà possibile sottoporsi a visite cardiologiche complete; prevista anche una passeggiata per i cittadini intitolata “10mila passi per la salute”. Infine il Comune di Bologna in collaborazione con l’università della città allestirà in Piazza Maggiore una tenda della Croce Rossa dove degli specialisti si metteranno a disposizione dei cittadini, fornendo notizie su come prevenire le malattie cardiovascolari nella varie fasce di età e in particolare nei giovani.

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