I mille anni di Matusalemme? Tutta colpa di un errore di traduzione dall'aramaico al greco

Adamo: 930 anni. Set: 912. Noè: 950 anni. Matusalemme: 969 anni... Sono gli anni che avevano alcuni dei più importanti personaggi della Bibbia al momento della morte. Così è riportato nel Vecchio Testamento. Ma come è possibile che dei comuni esseri umani possano aver vissuto per tutti quegli anni? La risposta giunge da un ricercatore russo di San Pietroburgo, Mikhail Verba, geofisico da sempre appassionato di testi biblici. Secondo lo studioso non è vero che i patriarchi biblici camparono per così tanti anni. Semplicemente fu compiuto un errore di trascrizione dai primi traduttori della Bibbia nel 3 secolo dopo Cristo. Questi ultimi, traducendo dall’aramaico al greco, si dimenticarono, infatti, di tener conto del sistema numerico dei Sumeri, completamente differente da quello utilizzato dai greci. Il risultato fu dunque quello di elaborare dei testi in cui tutti i dati relativi al trascorrere del tempo risultano falsati. Da questa ricerca, quindi, emerge che Matusalemme, il famoso “uomo più vecchio di tutti i tempi”, non morì a 969 anni, ma al 120 anni. Noè cominciò a costruire l’arca a 60 anni e non a 500. Sara, la moglie di Abramo, non generò Isacco in tardissima età, ma verosimilmente intorno ai 40 anni. In seguito Verba ha comunque tenuto a precisare che “nella Bibbia non c’è alcuna esagerazione o simbolismo mistico a livello numerico, basta rileggerla tenendo conto della matematica sumera e tutto appare perfettamente normale”. Ma non è solo nella Bibbia che si parla di individui tanto longevi. Da tavolette cuneiformi ritrovate nella bassa Mesopotamia è emerso che alcuni re sumerici regnarono per millenni, se non addirittura per decine di millenni. C’è un tal En – me – en – lu – an - na, re di Bad - Tabira che, prima del diluvio, avrebbe regnato per ben 43.200 anni. In tempi più recenti invece difficilmente si riscontrano esistenze che passino il secolo di vita. Possiamo ricordare Sofocle (496-406 a.C.), famoso tragediografo ateniese; Isocrate (436-338 a.C.), oratore compatriota del precedente; Enrico Dandolo (1108-1205), spregiudicato doge veneziano a capo della quarta crociata; Andrea Doria (1466-1560), ammiraglio ed uomo politico genovese; Tiziano Vecellio (1485-1576), ammirato pittore italiano del Rinascimento; Louis de Richelieu (1696-1788), diplomatico parigino; Bertrand Russel (1872 – 1970), filosofo e matematico originario del Galles, autore di “Principia Matematica”. Secondo il Guinness dei primati la maggiore età raggiunta da un essere umano di cui si hanno prove autenticate è di 122 anni e 164 giorni. Questa veneranda età fu raggiunta da Jeanne - Louise Calment (nella foto), nata in Francia il 21 febbraio 1875 e deceduta in una casa di cura a Arles, France meridionale il 4 agosto 1997. Il Presidente Jacques Chirac disse una volta che Jean Calment poteva essere considerata la bisnonna di tutti i Francesi. Aveva 14 anni quando fu terminata la torre Eiffel nel 1889. Jeanne-Louise condusse una vita molto attiva. A 85 anni iniziò a tirare di scherma e all'età di 100 anni continuava ancora ad andare in bicicletta. Per quanto riguarda gli italiani fa notizia sapere che, da poco più di una decina d’anni a questa parte, i centenari sono raddoppiati. Erano 3.345 nel 1991 (797 uomini e 2.548 donne), sono diventati 6.313 nel 2001 (1.080 uomini e 5.233 donne). Mediamente, i centenari rappresentano l'11,1% per 100 mila abitanti con dei massimi del 20,4% in Liguria e del 19,1% in Friuli Venezia Giulia. Il maggior numero di ultracentenari, in valore assoluto, si rileva in Lombardia (14,9%), il Piemonte (9,5%), l'Emilia Romagna (9,4%) e la Toscana (8%).

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