venerdì 29 luglio 2011

NUMERI DA CAPOGIRO


Quanti protoni ci stanno su un puntino come quello di una "i"? 500.000.000.000
Quanto è vecchio l'universo? Ovvero a quando si fa risalire l'epoca del "big bang"? 13,7 miliardi di anni
Se viaggiassimo per arrivare alla parte più lontana dell'universo, quanti chilometri dovremmo percorrere? 90 miliardi di trilioni di Km
Stando alla teoria dell'inflazione, l'universo subì un'improvvisa espansione, raddoppiando molto rapidamente le proprie dimensioni. L'intero evento non sarà durato più di 10-30 secondi, ovvero: 1 milionesimo di milionesimo di milionesimo di milionesimo di milionesimo di secondo
L'inflazione ha trasformato un universo che "stava tutto in una mano" in qualcosa che era almeno: 10.000.000.000.000.000.000.000.000 volte superiore
Le mappe del nostro sistema solare non sono affatto in scala e non danno l'idea delle distanze reali dei pianeti. Se riducessimo la Terra al diametro di un pisello, Giove, per esempio, dovrebbe essere posto a oltre 300 metri dal nostro pianeta e Plutone sarebbe a 2 km e mezzo (e per giunta grande come un batterio!). La stella più vicina (Proxima Centauri) disterebbe circa 16.000km
Numero di lune scoperte nel nostro sistema solare: 90
Distanza della nostra Luna dalla Terra: 386.000km
Tempo che impiegherebbero degli astronauti, con le navicelle che sappiamo costruire, per raggiungere la stella a noi più vicina (sempre Proxima Centauri): 25.000 anni
Distanza media tra le stelle: 30 milioni di milioni di km
Numero di stelle stimate nella nostra galassia (Via Lattea): da 100 a 400 miliardi
Numero stimato di galassie nell'Universo: circa 140 miliardi
Numero di possibili pianeti ospitanti civiltà avanzate nella sola nostra galassia (secondo l'equazione di Drake): alcuni milioni
Secondo Carl Sagan il numero di pianeti esistenti nell'universo corrisponde a: 10 miliardi di trilioni
Il nucleo di una stella a neutroni è così denso che una sola cucchiaiata della sua materia peserebbe: 90 miliardi di Kg
Qual è la velocità di rotazione del nostro pianeta? 998 Km/ora a Londra e 1600 Km/ora all'equatore
Peso del nostro pianeta Terra: 6 miliardi di trilioni di tonnellate
Diametro di un atomo: 0,00000008 centimetri
Numero di molecole presenti in un centimetro cubico di aria (una zolletta di zucchero) sul livello del mare a zero gradi Celsius: 45 miliardi di miliardi
Si stima che la durata di un atomo sia praticamente illimitata, o, secondo Martin Rees, con ogni probabilità che sia di: 10 anni seguito da 35 zeri
Quanto è piccolo un atomo? Partiamo da 1 millimetro. Suddividiamolo in 1000 parti. Ognuna di esse è 1 micron. Questa è la scala dei microrganismi. Un paramecio (creatura unicellulare d'acqua dolce), ad esempio, misura circa 2 micron. Se volessimo vedere a occhio nudo un paramecio mentre nuota in una goccia d'acqua, dovremmo ingrandire la goccia fino ad un diametro di 12 metri. Ma se in quella stessa goccia volessimo vedere gli atomi, dovremmo portare il suo diametro a ben 24 Km
Quando siete seduti in poltrona, non siete veramente a contatto della poltrona, ma lievitate a un'altezza di 1 angstrom (1 centomilionesimo di centimetro) da essa, poiché i vostri elettroni e quelli della poltrona si oppongono con fermezza a qualsiasi ulteriore "intimità"

(dati raccolti online) 

mercoledì 27 luglio 2011

Pericolo "romanticizzazione"


I romanzi rosa come quelli di Liala o Harmony fanno male alla coppia. Il motivo? Secondo la psicologa Susan Quilliam leggendo questi libri alcune donne finirebbero col non riuscire più a distinguere la realtà dalla finzione, ritrovandosi protagoniste (come le proprie eroine) di adulteri inizialmente idealizzati e terminanti con dolorose separazioni o gravidanze. Dello stesso avviso Roberta Giommi, direttrice dell'Istituto internazionale di sessuologia: «Romanticismo e passione che prevedono il cervello spento non fanno bene», dice la studiosa. «La “romanticizzazione” c’è sia nei romanzi rosa che su Internet. E spinge a non ricordarsi di sé, dei propri diritti, delle protezioni che ci servono. Anche le trentenni, quarantenni, alle prese con la routine dei bambini e del lavoro, tendono a tuffarsi in mondi immaginari non riuscendo più a trovare interessante l’uomo in carne e ossa con il quale vivono. Ma a donne e ragazze io cerco di dire una sola cosa: usate la vostra di fantasia, guardando i lati positivi della realtà e lavorandoci, invece di farvi usare da quella altrui che vi viene venduta».

sabato 23 luglio 2011

Arteriosclerosi: presto il vaccino

Il processo arteriosclerotico rappresentato graficamente: in giallo le placche che ostruiscono i vasi  
Un vaccino contro l’arteriosclerosi, male di cui soffrono solo in Italia milioni di persone, e anticamera di patologie mortali come infarti e ictus, potrebbe vedere la luce entro breve, grazie al lavoro di un team di ricerca svedese. Gli studiosi, guidati da Jan Nilsson dell’università di Lund, hanno reso noto nel corso della recente conferenza di Cardiologia di Tolosa una serie di test effettuati sui topi che lasciano ben sperare anche per l’uomo. È emerso che è possibile bloccare l’evoluzione della nota patologia legata ai depositi di grasso sulle pareti arteriose tramite un vaccino basato su anticorpi specifici, in grado di contrastare le lipoproteine che costituiscono il cosiddetto colesterolo cattivo: quest’ultimo, accumulandosi nelle pareti interne delle arterie, provoca a lungo andare un ispessimento delle stesse, rendendo difficoltoso il tragitto del sangue, che di conseguenza non è più capace di irrorare correttamente le aree periferiche dell’organismo. Siamo ai preliminari, dice Nilsson, tuttavia “la mia speranza è che in futuro il vaccino contro l’arteriosclerosi possa essere impiegato come i comuni vaccini somministrati durante l’infanzia”. Nel corso della conferenza di Cardiologia di Tolosa Nilsson ha spiegato che le lipoproteine inducono spontaneamente una risposta autoimmune dell’organismo, nella quale il sistema immunitario aggredisce l’organismo al quale appartiene. Ma nello stesso tempo possono ridurre lo sviluppo dell’arteriosclerosi e impedire la deposizione delle placche. “Il vaccino è dunque un’opzione praticabile, non solo per le malattie infettive, ma anche per l’arteriosclerosi – ha ammesso Nilsson. Ed è proprio partendo dalle malattie infettive che si è fatta strada anche negli Stati Uniti l’ipotesi di combattere l’arteriosclerosi con un vaccino. Il riferimento è a una ricerca statunitense condotta presso l’università della California di San Diego. Qui è venuto alla luce il fatto che un vaccino contro la polmonite è in grado di ridurre le placche che ostruiscono le arterie nei topi. Secondo i ricercatori Usa i roditori vaccinati con un tipo di batterio che provoca la polmonite hanno mostrato una riduzione del 21% di arteriosclerosi. Il vaccino, afferma Joseph Wiztum, autore dello studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, analogamente a quello proposto da Nilsson, attiva elementi del sistema immunitario per combattere sia il processo di infiammazione che porta all’arteriosclerosi, sia i microbi che causano la polmonite. “Le LDL (lipoproteine a bassa densità, o colesterolo cattivo) – commenta Wiztum - sono immunogeniche: quando si ossidano, il sistema immunitario le riconosce”.

lunedì 18 luglio 2011

Alla (ri)scoperta di Albertus Seba



Albertus Seba (1665-1736) è sempre stato molto orgoglioso delle sue collezioni di esemplari naturali, piante e animali, un lavoro portato avanti per decenni. In una lettera a un potenziale acquirente interessato alle sue raccolte, descrive gran parte delle specie provenienti dalle Indie occidentali e orientali, citando almeno settecento vasetti contenenti rarissimi animali esotici. In più racconta di incredibili serpenti, bellissime conchiglie e coloratissime farfalle in arrivo da ogni angolo del globo. A completare la lista di animali, propone l'elenco di numerose specie vegetali, alcune conosciute, altre mai viste prima in Europa. A questo punto Seba pensa di rivolgersi ad artisti specializzati nell'arte del disegno, per commissionargli la riproduzione grafica dei campioni accumulati con tanta passione e meticolosità, accompagnata da commenti per descrivere il contenuto. Il risultato è un'opera di grande valore scientifico e artistico apparsa in quattro volumi dal titolo “Loccupletissimi rerum thesauri accurata descriptio” (poi abbreviato in “Thesaurus”). Il lavoro è rappresentato da un totale di 446 tavole, pubblicato nella sua completezza postumo, fra il 1734 e il 1765. Ora l'opera integrale di Seba è disponibile in una nuova ristampa, riveduta e corretta. Ma per dare una migliore valutazione di questa impresa editoriale, è necessario soffermarci più da vicino sulla vita dell'autore e sul contesto storico che gli ha fatto da cornice.
Albertus Seba è un farmacista nato nel 1665 a Etzel, una città della Frisia orientale. La sua professione è strettamente legata agli studi di storia naturale, tenuto conto del fatto che tutti i medicinali di un tempo prendevano spunto da principi attivi contenuti nei vegetali: oggi, invece, sono in gran parte sintetici, sviluppati in laboratorio. Per questo motivo i medici e farmacisti, dal Rinascimento in poi, sono anche grandi esperti di scienze naturali. All'epoca di Seba esiste già una vasta gamma di ricette medicinali, basate su una tradizione secolare che, però, manca di sviluppi, è statica. Dal Settecento, quindi, i farmacisti cominciano a guardare oltre, cercando di individuare nuovi principi attivi contenuti in specie vegetali provenienti da paesi lontani. La fusione fra collezionismo naturale e farmacologia è istantaneo: senza magari esserne consci, molti medici e farmacisti del passato contribuiscono allo studio della natura come non era mai stato fatto prima (...).
Durante il Settecento la professione di farmacista non è ben delineata e non è soggetta a precisi studi accademici. Molti farmacisti preparano medicinali per passione, per vocazione personale, senza sentirsi parte di una struttura organizzativa peculiare. Esistono i manuali contenenti le indicazioni per preparare farmaci adatti a numerose malattie, ma sono tali da secoli e mancano di aggiornamenti e compendi. Seba, dunque, inizia i suoi studi basati sulle antiche ricette farmaceutiche nel 1684 a Neustadt-Gödens, non lontano da casa, e li completa a Groningen, Amsterdam, Norimberga e Strasburgo. Attraverso il suo continuo peregrinare di città in città ha così modo di approfondire la conoscenza del mondo dei medicinali, ma anche di prendere visione delle principali collezioni naturali presenti in Europa (...).
Dopo questi viaggi si stabilisce definitivamente ad Amsterdam, diventandone cittadino nel 1697 (...).
Qui comincia seriamente a pensare di collezionare specie animali e vegetali (...).
I ricercatori contemporanei di Seba sono molto rispettati per la loro predisposizione a dialogare con altri appassionati di scienza e medicina, indipendentemente dalle classi sociali di appartenenza dell'uno o dell'altro esperto, o dai confini nazionali. Anche Seba ha relazione con gran parte di essi. Con alcuni stringe rapporti di grande stima. Hans Sloane (1660–1752) è presidente della Scientific Royal Society a Londra; Johann Jakob Scheuchzer (1672–1733) è un naturalista e fisico di Zurigo; Johann Jacob Baier (1677–1735) è presidente della Leopoldina Academy of Science; il conte Luigi Ferdinando de Marsigli (1658–1730) è un geologo e botanico di Bologna. Questi sono solo alcuni fra i numerosi scienziati che si occupano di naturalismo, collezionando specie animali e vegetali. Fra loro si scambiano lunghe lettere, nelle quali discutono di specie particolari, di fenomeni naturali. Fondano accademie e società, alcune delle quali ricevono supporti finanziari da autorità locali, facilitando la diffusione di ricerche e studi, anche attraverso la nascita di veri e propri magazine scientifici. Gli studi di Seba, alla fine, vengono gratificati con importanti riconoscimenti dalla Royal Society e dall'Accademia di Bologna (...).
L'attività di collezionista di Seba non è molto diversa da quella tipicamente in auge durante il Settecento. Chi si interessa di naturalismo stringe rapporti con viaggiatori che trafficano senza problemi ogni tipo di prodotto. In particolare Seba si mette in relazione con i marinai che approdano nei porti europei carichi di campioni naturalistici. Si accordano prima della partenza, e al ritorno le raccolte di Seba ingrandiscono a vista d'occhio. Le osservazioni compiute sui testi di Seba evidenziano i contatti dell'autore con viaggiatori provenienti da Sri Lanka, Groenlandia, Giacarta, Indonesia. Molti i doppioni che giungono nelle sue mani e che lo inducono a incontrare altri collezionisti con cui effettuare proficui scambi (…). 


 La fama di Seba oltrepassa in confini di Amsterdam in seguito a una “transizione” del 1717. Lo scienziato ha saputo dell'imminente arrivo, nei Paesi Bassi, dello zar russo Pietro il Grande, per visitare l'Olanda e stringere rapporti di natura economica e acquistare la collezione del naturalista. Seba anticipa il suo arrivo spedendogli una lettera nella quale gli spiega il contenuto della sua preziosa raccolta. La corrispondenza è immediata: lo zar visita la casa di Seba e acquista la collezione. Si tratta di 72 cassetti pieni di conchiglie, 32 cassetti con mille esemplari di insetti europei, 400 vasetti contenenti animali conservati sotto alcol.
Dopo il proficuo scambio con il rappresentante politico russo, procede per realizzare una nuova collezione che diverrà ancora più importante e imponente della prima. Come mostra il Thesaurus, concentra il suo interesse soprattutto su animali marini, insetti e rettili. Seba è in buona compagnia, visto che molti altri naturalisti decidono di muoversi nello stesso modo, raccogliendo specie animali e vegetali da ogni parte del mondo, basandosi sul fatto che non è la rarità di un determinato oggetto naturale a far ricca una collezione, ma la sua completezza tassonomica. È questo che dà vero valore a una collezione scientifica (...).
Quando un collezionista di reperti naturali commissiona a un artista il disegno delle specie raccolte, si entra in una nuova fase del lavoro in cui piante e animali vengono stilizzati, semplificati, per renderli leggibili da chiunque. Da qui nascono le prime illustrazioni scientifiche (...).
Nel Sedicesimo secolo cominciano a circolare libri di storia naturale che contengono la dettagliata e realistica “anatomia” di numerose specie naturali. I primi a muoversi in questo senso sono i botanici, sollecitati dalla necessità di fornire materia prima per i farmacisti. Fra i principali rappresentanti di questo fenomeno c'è Leonhart Fuchs (1501-1566) che per primo illustra il mondo vegetale con 511 xilografie. Il contribuo di questi artisti allo studio scientifico è fondamentale (...).
Nell'ottobre 1731 un contratto firmato ad Amsterdam coinvolge tre parti: gli agenti di due case editrici e Seba. Lo scopo è realizzare 400 tavole illustranti molti esemplari della flora e della fauna provenienti da tutto il mondo. In realtà si fa di più. L'ultima edizione del Thesaurus raccoglie, infatti, 446 tavole. I quattro volumi di Seba compaiono in un arco di 30 anni: i primi due volumi dal 1734 al 1735, gli altri due dal 1757 al 1765, dopo la morte dello scienziato. I commenti che accompagnano i disegni sono in latino, francese e olandese, per raggiungere un pubblico più ampio, coinvolgere la maggior parte dei naturalisti e amanti di libri. Seba sviluppa i primi due volumi affiancato da esperti di scienze naturali: Frederik Ruysch lo aiuta nell'identificazione e nello studio dei serpenti; lo svedese Pater Artedi (1705-1735) viene coinvolto per i commenti al terzo volume. Quando Albertus Seba muore i suoi appunti per il quarto volume sono già pronti, ma abbisogneranno di alcune rivisitazioni e aggiornamenti e quindi del coinvolgimento di altri scienziati (…).


Il primo volume si apre con una serie di piante e animali provenienti dal Sudamerica. La selezione di lucertole, uccelli, rane, ragni, sono impreziositi dall'aggiunta di alcune creature fantastiche come i draghi. Il secondo volume è dedicato principalmente ai serpenti, mentre piante e altri animali servono soprattutto da abbellimento, per dare un'idea dell'habitat occupato dalla specie di rettile in esame. Il terzo volume riguarda la vita marina: vi si trovano immagini di stelle di mare, calamari, ricci e pesci. L'ultimo volume, infine, è caratterizzato da circa cento tavole incentrate su insetti e alcuni minerali (...).
Nella seconda metà del Diciottesimo secolo il lavoro di Seba è stato ristampato: le illustrazioni presenti sono così interessanti da promuovere una nuova stampa nel secolo successivo. Ancora oggi Thesaurus offre l'opportunità di confrontarsi con un'incredibile varietà di campioni naturalistici risalente a oltre 200 anni fa.

venerdì 8 luglio 2011

L'Italia senza Garibaldi


Un libro in uscita in questi giorni racconta cosa sarebbe oggi l'Italia se Garibaldi con i suoi Mille non fosse salpato dalla Liguria per la conquista del meridione. E riflette su un ipotetico futuro costruito sulla vittoria di un movimento indipendentista desideroso di riportare il Belpaese a prima del 1861. Un gioco curioso, ma anche una disciplina letteraria ben precisa chiamata ucronia, che fa delle ipotesi storiche il suo cavallo di battaglia

Regno di Sardegna, Lombardo Veneto, Granducato di Toscana, Stato Pontificio, Savoia, Regno delle Due Sicilie... È l'Italia del 1848, un Paese diviso in numerose strutture amministrative, indipendenti e con storie a sé stanti. Con l'inizio delle guerre di Indipendenza, però, tutto cambia, in concomitanza con l'affermazione, soprattutto fra la gente comune, del desiderio di unità nazionale. Nel 1860 l'evento clou che apre definitivamente le porte al nuovo Stato italiano: la Spedizione dei Mille. Giuseppe Garibaldi, soprannominato l'eroe dei due mondi, con un manipolo di coraggiosi volontari salpa da Quarto, in Liguria, alla volta della Sicilia, dove sbarca a Marsala. Assedia Gaeta e conquista il Regno delle Due Sicilie, esiliando definitivamente i borboni. L'Italia s'è desta, ma questa è la storia che tutti conosciamo. Cosa sarebbe successo, invece, se le cose non fossero andate così? Se Garibaldi, per esempio, si fosse fermato a Marsala e i Savoia, anziché espandersi a sud, avessero pensato di volgere le loro attenzioni alla Francia? E cosa succederebbe oggi se un movimento indipendentista riuscisse a spaccare l'Italia in due, riportandoci a prima dell'Unità? Fantastoria, certo, ma è proprio da quesiti analoghi che è partito Pasquale Chessa, giornalista culturale ed ex insegnante di Storia dei fascismi presso l'Università La Sapienza di Roma, per scrivere il suo ultimo saggio Se Garibaldi avesse perso (Marsilio Editore), coinvolgendo i migliori storici italiani.
Un'Italia divisa in due blocchi, nord e sud, separati dallo Stato Pontificio. Vede così il Belpaese Giovanni Sabbatucci, cattedra di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, senza l'epopea garibaldina. L'Unità sarebbe dunque sopraggiunta più tardi, verosimilmente in concomitanza con la fine della prima guerra mondiale, con il riassestamento di gran parte dei confini degli stati europei. Avrebbe, in pratica, seguito il destino di altre nazioni come la Yugoslavia e la Cecoslovacchia. E se, invece, settentrione e meridione fossero rimasti isolati anche in seguito al primo conflitto mondiale? «Il piccolo Stato dell’Italia settentrionale si sarebbe evoluto così da assomigliare alla Slovenia o all'Austria, ma senza grandi successi politici», spiega Sabbatucci. «Mentre il Regno delle Due Sicilie sarebbe diventato una sorta di Grecia, altrettanto depresso, debole e con una forte dipendenza internazionale».
Diverso il parere dello storiografo Mario Isnenghi, secondo il quale Garibaldi non ha né vinto, né perso: di conseguenza non si può formulare un'ipotesi attendibile su ciò che sarebbe potuto essere il futuro italiano senza la missione garibaldina. Giudicando contradditoria l'immagine storica dell'Eroe dei due Mondi, rimanda pertanto a infinite possibilità di lettura e usi politici della sua memoria. «Dal mio punto di vista il condottiero è stato politicamente sconfitto, ma militarmente ha trionfato», rivela Isneghi. «Senza la Spedizione dei Mille, presumibilmente, non ci sarebbe stato il Risorgimento e quindi nemmeno l'Italia».
Parte prima, invece, Emilio Gentile, docente di Storia contemporanea a Roma, fantasticando sulla vittoria di Carlo Alberto nel 1848, contro il maresciallo Radetzky, che, come è noto, non c'è stata. In questo caso sarebbe stata possibile l'evoluzione di un grande regno monarchico liberale dell'Italia del centro-nord, ma non quella inerente i presupposti per la missione delle giubbe rosse: gran parte degli italiani, infatti, sarebbe già stata soddisfatta e non avrebbe fomentato ulteriori rivolte. «Piuttosto sarebbero potuti entrare in conflitto Piemonte e Regno delle Due Sicilie», sottolinea lo storico. 


Questo è, dunque, quel che sarebbe potuto accadere nel passato, ma nel presente, che tipo di evoluzione avrebbe l'Italia se un leader politico riuscisse a creare le premesse per la frammentazione del Paese? Per Giuseppe Berta, professore di Storia contemporanea presso l'Università Bocconi di Milano, difficilmente si potrà giungere a un risultato simile, perché ci vorrebbe una forza internazionale fortissima per raggiungere delle misure così drastiche, mantenendo il consenso popolare. Per avallare la sua tesi fa un paragone con la realtà belga. «Anversa è credibile perché è uno dei porti più grandi d’Europa, cosa che ha richiesto degli sforzi immani», afferma Berta. «Si provino a immaginare gli stessi sforzi in Italia, come cancellare dalla carta geografica delle località per fare dei bacini come è accaduto, appunto, nelle Fiandre. Già questo scenario ci dà la misura dalla sua scarsa credibilità».
Anche Sabbatucci è sostanzialmente concorde con il collega, ritenendo il ritorno a prima dell'Unità un'ipotesi assai remota. Fa riferimento a una classe dirigente forte, appoggiata da un altrettanto solido consenso popolare, situazione non riferibile alla realtà italiana attuale: la Lega Nord viene, infatti, giudicata da Sabbatucci una semplice azione di disturbo, che non ha niente a che vedere con la capacità reale di una struttura o un organo in grado di mobilitare le masse e condizionarle al punto da portarle a credere in rivoluzioni così importanti. «Guardando ai numeri, d’altra parte, la Lega non ha ottenuto successi sostanziali in nessuna grande città del nord», precisa lo storico. «Con queste premesse, quindi, non credo si possa riuscire a sfasciare un paese. È un’azione che in negativo può fare parecchio, ma in positivo non può fare nulla».
Ma c'è anche chi la pensa diversamente. Per Gentile, infatti, non è da escludere la possibilità di “ritorno alle origini”, perché, spiega «la follia umana, quando comincia a giocare con certe parole di gravità estrema, come secessione, può sempre trovare un gruppo di gente che, fanatizzata da questa idea, pensi di doversi sacrificare per realizzarla». Con ciò lo studioso non si considera affatto tranquillo, benché razionalmente incredulo dinanzi al fatto che un domani possa verificarsi un summit fra il governatore del Molise e il presidente della Cina.
Non è la prima volta, comunque, che si fantastica su scenari storici appannaggio dell'immaginazione. C'è addirittura una disciplina letteraria specifica che si occupa di queste fantastorie: l'ucronia. Nella Histoire de la Monarchie universelle: Napoléon et la conquete du monde, per esempio, lo scrittore Louis Geoffroy, fantastica sulla campagna di Russia napoleonica: l'imperatore di Francia, anziché far ritorno a Parigi con la coda fra le gambe, conquista Mosca e fonda un impero universale segnato dai prodigiosi progressi della scienza e della tecnica. Nel 1931 lo storico britannico John Collings Squire invita alcuni esponenti dell'intellighenzia contemporanea, tra cui Winston Churchill, a ricostruire ipotetiche trame storiche pubblicandole all'interno dell'antologia Se la storia fosse andata diversamente (If It Had Happened Otherwise). L'americano Philip K. Dick, nel 1961, dà alle stampe La svastica sul sole: in esso ipotizza la vittoria dei tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale, con il mondo diviso in due blocchi geografici e amministrativi, rispettivamente comandati da Germania e Giappone. Anche il letterato Fred Allhoff affronta un argomento simile portando addirittura le armate naziste a invadere gli USA: il libro si intitola Lightning in the Night e viene pubblicato sulla rivista Liberty Magazine.

mercoledì 6 luglio 2011

Le piante della Guastalla

Catalpa bignonioides

Celtis australis 

Magnolia grandiflora

Aesculus hippocastanum

Liriodendrum tulipifera

lunedì 4 luglio 2011

SORRISI CELESTI


Conosciuto come “il sorriso del cielo”, è un fenomeno atmosferico raro che vede la formazione di un arcobaleno al contrario. Nella foto, l'evento documentato in questi giorni in Leicestershire, contea inglese, da un uomo di 35 anni: «Avevo appena finito di cenare quando volgendo gli occhi al cielo ho visto questa meraviglia», racconta William Freeman. Il fenomeno, noto soprattutto ai poli, si verifica in seguito all'azione di particolari cristalli di ghiaccio presenti nelle nuvole, a circa 25mila piedi di altezza.

Potere al glucosio

Che la scienza sia astrusa ai più, è noto. Tuttavia suona strano sapere che quasi nessuno sia al corrente della molecola per antonomasia, q...