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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2011

Capodanno a San Fermo

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In vacanza per qualche giorno ai Colli di San Fermo, con l'idea di visitare la famosa Buca del Corno. Che sia la volta buona? Dato che i Maya non ci lasciano tanto tempo, conviene affrettarsi...

La Buca del Corno è situata sulle pendici a nord del monte Sega, sopra Entratico, a 470 metri di quota. Si sviluppa con le sue diramazioni per 385 metri nei calcari del periodo giurassico, con dislivello di ascesa di soli 36 metri ed un percorso abbastanza orizzontale. Vi si accede tramite un ampio imbocco seguito da una galleria iniziale, nella quale si apre un alto vano a camino, detto “sala della cascata”. A circa 180 metri dall’ingresso si giunge nella “sala del vortice”, la sala più grande, dalla quale dipartono due gallerie: una sopraelevata ed asciutta, accessibile mediante una scaletta, e l’altra percorsa dall’acqua. La prima sfocia nella parte alta della galleria terminale e da cui si stacca lateralmente un meandro che conduce alla “sala della frana”, con depositi argillosi che c…

Carbonio marziano

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Dopo le esperienze di Spirit e Opportunity, i due robottini della NASA che per anni hanno inviato informazioni da Marte, è la volta di Curiosity , nuovo rover statunitense, lanciato pochi giorni fa da Cape Canaveral. La sua missione sarà quella di far luce sulle caratteristiche delle molecole di carbonio presenti sulla superficie marziana, in grado di indicare la presenza di composti organici e quindi vita. Il pianeta ospita ingenti quantità di metano, ma ancora non si è capito da chi e perché vengano prodotte: processi biologici o attività geologica? Quest'ultima ipotesi sembra la meno plausibile, per cui è più facile pensare che esse derivino dall'azione di microrganismi. La conferma di CH4 su Marte risale al 2009, anche grazie ai dati ricavati da Mars Express dell'ESA. Gli scienziati hanno evidenziato uscite di gas dal suolo al ritmo di 0,6 chilogrammi al secondo e si è calcolato che nell'estate marziana del 2003, in pochi mesi, siano state prodotte 21mila tonnellat…

Quando la matematica (non) è un'opinione

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Quando, come e perchè si parla di infinito (sapere.it):

Si dice che una successione an di numeri reali tende all'infinito positivo se essa assume, per n tendente all'infinito, valori arbitrariamente alti; dato cioè un qualsiasi numero K>0, esiste un numero H, dipendente da K, tale che per ogni n>H si ha a>K. In questo caso si dice che il limite di a per n tendente all'infinito è uguale a “più” infinito e si scrive:




Analogamente si dice che una successione an di numeri reali tende all'infinito negativo se essa assume, per n tendente all'infinito, valori arbitrariamente bassi; dato cioè un qualsiasi numero K>0, esiste un numero H, dipendente da K, tale che per ogni n>H si ha a<-K. In questo caso si dice che il limite di a per n tendente all'infinito è uguale a “meno” infinito e si scrive:




In ambedue i casi si dice che la successione è divergente. Per il calcolo dei limiti è importante confrontare successioni divergenti. Date due successioni diverg…

Il trionfo di Amundsen

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La storia di Amundsen, però, non è legata solo alla scoperta del passaggio a nord-ovest, ma anche e soprattutto alla conquista del Polo Sud, traguardo che proprio quest'anno festeggia il centesimo anniversario. L'esploratore norvegese è infatti il primo uomo nella storia a mettere piede nel cuore dell'Antartide, fra i luoghi in assoluto più impervi e inabitabili della Terra. Amundsen parte alla volta del Polo Sud il 19 ottobre 1911, con quattro compagni, quattro slitte e 52 cani provenienti dalla Groenlandia: lasciano il campo base allestito nella Baia delle Balene, battezzato Framhein, consci del fatto che a poca distanza, presso il McMurdo Sound, un'altra missione, capitanata dal britannico Robert Falcon Scott, sta per prendere il via. A destinazione sono giunti nel gennaio del 1911 con la nave Fram. Amundsen è in linea d'aria più vicino alla meta rispetto a Scott, tuttavia quest'ultimo può contare su un tragitto già battuto in precedenza da altri esplorato…

La mummia di Andahuayllas

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Un teschio alieno? Non ci crede nessuno, tuttavia la notizia è alquanto curiosa. Si tratta di una mummia presente in SudAmerica, giudicata dall'antropologo Renato Davilla Riquelme - al soldo del Museo dei Rituali Andini di Andahuayllas, provincia di Quispicanchi (Cusco) – appartenente a una specie sconosciuta (ma non terrestre). Secondo la tradizione locale il reperto sarebbe stato rinvenuto in una zona soggetta a fenomeni inspiegabili, in corrispondenza del sito dedicato a Huiracocha, il Dio della cultura andina. L'antropologo ha deciso di diffondere la news dopo aver sentito il parere di tre scienziati che, pur senza scendere nei dettagli, avrebbero giudicato il teschio una vera “stranezza”. Dice lo studioso: «L'apprezzamento è superficiale, ma l’hanno esaminato e hanno affermato che non è terrestre. Il volto è di forma triangolare con un enorme cavità per il cervello. La testa misura una media dai 18 ai 20 centimetri. L’altezza è di 50 centimetri  e lo scheletro è def…

Astronomi senza telescopio

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Macchine ecologiche: alla ricerca della perfezione

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Si sente continuamente parlare di macchine diesel, ibride ed elettriche, con lo scopo di preservare al meglio l'ambiente, cercando di immettere nell'atmosfera il minor numero di molecole di CO2, ma quali prodotti sono veramente validi?

Dapprincipio i costruttori di automobili avevano un solo scopo: realizzare macchine che andassero il più veloce possibile. Poi, però, con il progresso dell'industria e della tecnica, ci si è resi conto che la velocità non era tutto, anzi: ben presto si convenne che per avere una macchina davvero funzionante la velocità era solo un piccolo cavillo da considerare. Sicché oggi, benché molti costruttori continuino a essere ossessionati da essa, l'attenzione degli ingegneri automobilistici è concentrata soprattutto sulla necessità di salvaguardare l'ambiente, cercando di utilizzare meno combustibili fossili, e lasciando più spazio a motori ibridi o elettrici. Ma come si può arrivare concretamente a questo risultato? Per capirlo ci si può s…

Alla conquista del Polo Nord

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Fino a oggi non è mai interessato stabilire i confini geografico-amministrativi dell'Artico per un semplice motivo: la perenne coltre ghiacciata che riveste il punto più a nord del pianeta, e le proibitive condizioni atmosferiche lo caratterizzano per gran parte dell'anno, non consentono alcun tipo di attività. Ma le cose stanno cambiando rapidamente, in seguito al progressivo innalzamento della temperatura a livello globale. Lo scioglimento dei ghiacci induce pertanto a pensare che, fra non molto, il Polo Nord rappresenterà un'entità fisica tipicamente invernale: con il calore dell'estate sparirà completamente, rivoluzionando le rotte marittime e predisponendo le basi per l'attecchimento di nuove e interessanti dinamiche geopolitiche. I numeri, d'altro canto, parlano chiaro: la calotta polare artica negli ultimi trent’anni si è ridotta quasi del 50%, il suo spessore medio è calato da sette a tre metri, ed entro il 2100 è previsto un aumento delle temperature …