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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

Il rischio sismico: in Italia e nel mondo

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Si potrebbe pensare alle macchinine degli autoscontri che scivolano sulla pista e di tanto in tanto collidono. E' così che funziona la Terra. Le automobili sono i continenti, e la pista è rappresentata dall'astenosfera, la parte più superficiale del mantello terrestre; uno strato caratterizzato da moti particolari - detti convettivi - che interferisce con quelli rocciosi soprastanti, determinando il tipico dinamismo delle terre emerse. Così sono nate le montagne, così si sono formati i continenti. Una storia che prosegue da oltre quattro miliardi di anni, e ha portato a numerosi cambiamenti nelle caratteristiche strutturali del pianeta.
Duecento milioni di anni fa esisteva un unico blocco continentale, la Pangea, che iniziò a frantumarsi 180 milioni di anni fa, dividendosi in Laurasia e Gondwana. Dalla Laurasia si formarono l'Europa (e quindi l'Italia), il Nord America e l'Asia nord occidentale; dal Gondwana, Africa, Sudamerica, India e Australia. Oggi i continenti …

Terremoto nelle Marche: l'intervista a Mario Tozzi

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Nuova potente scossa di terremoto ieri sera, alle 19.11, in centro Italia. I sismografi hanno registrato una magnitudo di 5,4, e l'epicentro è stato localizzato in Val Nerina, fra le province di Macerata e Perugia. Castelsantangelo sul Nera è il paese più colpito: molta paura per i suoi abitanti, ma non ci sono state vittime né gravi danni (se si esclude la caduta di alcuni cornicioni e l'interruzione delle linee telefoniche). Altri centri colpiti sono stati Ussita, Preci, e Visso, in provincia di Macerata. Cosa sta succedendo?
Di nuovo il centro Italia, dove, ormai è ben noto, la terra è in costante movimento: le faglie sottostanti accumulano energia che periodicamente viene rilasciata creando disastri e rischi per la popolazione. Anche ad Amatrice, sede dell'ultimo grande evento sismico, avvenuto il 24 agosto, con magnitudo 6.0, è stata avvertita la scossa; con il crollo di strutture già precedentemente lese. «S'è oltrepassata la soglia di criticità, 4.0 magnitudo», …

Effetto serra: i record del 2015

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Un record di cui non andare fieri: il superamento della soglia di 400 parti per milione di CO2 nell'atmosfera. E' stato registrato nel 2015. Mai si era arrivati a tanto e ci vorranno generazioni prima che si ristabiliscano i livelli precedenti. «E' una nuova realtà climatica», dicono gli esperti dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). Ed è l'ultimo dato diffuso dall'Onu (che parafrasa il libro che Edinat ha appena terminato di scrivere per il Touring Club, a proposito del surriscaldamento globale). Cosa cambia rispetto agli anni precedenti?
I 400 ppm di CO2 erano stati già raggiunti in epoche passate, per alcuni mesi e in precisi punti del globo; ma mai si era giunti a questa cifra riferita a una media costante a livello globale. Significa che la concentrazione di anidride carbonica nell'aria su tutto il pianeta ha ormai superato una soglia giudicata critica, che non subirà ridimensionamenti negli anni a venire. Complice la corrente oceanica El Nin…

SOS Schiaparelli

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E' andato tutto secondo i programmi, tranne l'ultimo appuntamento, quello fondamentale, con il segnale radio dalla superficie di Marte; che poteva ufficializzare la riuscita della missione ExoMars. Il lander Schiaparelli è sicuramente ammartato ma, al momento, non è in grado di comunicare con la Terra; e non si sa se sarà nelle condizioni di poterlo fare. Ci hanno creduto tutti fino a tarda sera, poi, però, l'incontrovertibile verità: a un minuto dall'ammartaggio il segnale di Schiaparelli è scomparso; e sul volto di scienziati e appassionati è calata la stessa espressione che vestì i volti dei tecnici che seguirono la missione del 2003 Mars Express. Ancora l'Europa, ancora l'Italia. Ma un misero fallimento. Quello del lander Beagle 2, che giunse su Marte ma non riuscì a mettere in moto i pannelli solari, e senza energia è lentamente spirato. Poi il suo profilo è stato scoperto più di dieci anni dopo, grazie alle fotografie della Nasa inviate da Mars Reconnaiss…

2030, si vola su Marte

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Un dato perlomeno è ufficiale. L'esplorazione spaziale sta tornando di moda. Come negli anni Sessanta, all'indomani delle dichiarazioni di JF Kennedy - era il 1962 - con le quali prometteva la conquista della Luna nel giro di pochissimi anni. Promessa mantenuta. Poi non si è più fatto nulla di così eclatante, ma non sono mancati traguardi eccezionali, come l'atterraggio su una cometa (la missione Rosetta) e la mappatura di Plutone, a opera della sonda New Horizons. E oggi? Lo racconta Barack Obama, presidente americano alla fine del suo doppio mandato, in un articolo apparso ieri sul sito della CNN: «Entro il 2030 arriveremo su Marte». Certo, Marte non è la Luna, è molto più lontano, e molto più misterioso, tuttavia sono passati quasi cinquant'anni dal primo allunaggio, ed è lecito presupporre che l'industria spaziale abbia fatto passi da gigante. Dunque, andare su Marte sarebbe anche possibile, ma il vero quesito è un altro: a che prezzo?

Obama parla della possibil…

L'UOMO DEI GHIACCI VIVE FRA NOI

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Fece a dir poco scalpore la sua scoperta nel lontano settembre del 1991, ai piedi del ghiacciaio del Similaun, al confine fra Italia e Austria. Ma le sorprese, in realtà, non sono ancora finite, perché non passa mese senza che qualche nuovo studio dia ulteriori informazioni sulle caratteristiche di Otzi, il cosiddetto "uomo venuto dal ghiaccio", vissuto in piena età del Rame, fra il 3.300 e il 3.100 a.C.. L'ultimo interessante ragguaglio in merito alla vicenda umana dell'antico abitatore della Val Venosta, giunge da un team di ricercatori austriaci, che ha evidenziato che esistono almeno 19 persone geneticamente riconducibili a Otzi. Gli esperti di medicina legale al lavoro presso la Innsbruck Medical University hanno analizzato il sangue proveniente da 3.700 donatori, verificando la curiosa analogia: «Abbiamo constatato che 19 persone hanno lo stesso antenato che aveva la mummia del Similaun», spiega Walther Parson, a capo dello studio. «Significa che da un ceppo an…

La vespa del Kent

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Una nuova specie di vespa è stata scoperta in Inghilterra, nel giardino di una scuola primaria del Kent. L'ha individuata Andrew Polaszek, entomologo del Natural History Museum di Londra. «Sono andato a prendere mio figlio Timothy e fra i rami di un acero colonizzato da minuscole mosche bianche, ho scorto un insetto che non avevo mai visto», dice il ricercatore. In laboratorio, dopo numerosi test, è stato possibile rivelare l'identità dell'esapode: un imenottero mai classificato prima d'ora, lungo meno di un millimetro, che vive parassitando altre piccole specie d'insetti; depone, infatti, le sue uova sulle larve di altri animali, che poi muoiono divorate dalle vespe appena nate. "Encarsia harrisoni" è il nome della nuova specie, un tributo al professor David Harrison, collega novantenne di Polaszek (al quale in passato avevano già dedicato esemplari appena scoperti). Accade frequentemente, nel mondo, che vengano individuate nuove specie animali, soprattu…