Cuore e Alzheimer. I motivi per sposarsi

Un paio di mesi fa uno studio condotto da Hui Liu, professore di sociologia alla Michigan State University, diceva che le persone sposate stanno molto meglio dei single: soffrono meno di depressione, ansia e patologie legate al sistema cardiovascolare. Ora nuovi studi condotti in varie università confermano questa tesi, aggiungendo che ci sono almeno “sei ragioni scientifiche per andare all’altare”. La prima riguarda un dato statistico: le persone sposate, statisticamente, vivono una decina d’anni in più rispetto alle persone sole. Una ricerca condotta dall’università di Chicago ci dice che un uomo sposato campa circa 10 anni in più rispetto a un single; mentre una donna con la fede al dito vive in media 5 anni in più rispetto alle donne senza marito. Secondo i ricercatori le persone sposate – soprattutto gli uomini - mangiano meglio di chi non vive con un partner e hanno una vita molto più regolare e gratificante di altri. Il matrimonio funge poi da antidepressivo. Uno studio danese ha evidenziato che la famiglia è un antidoto alla solitudine, prerogativa dei disturbi dell’umore, primo fra tutti, appunto, la depressione. Col matrimonio viene meno anche il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Stando infatti a una ricerca presentata nel recente congresso internazionale sull’Alzheimer di Chicago, chi si sposa ha un rischio addirittura del 50 percento in meno di cadere vittima di una patologia neurodegenerativa. Secondo i ricercatori la demenza senile viene tenuta a bada da un’attività mentale più dinamica, tipica di chi può contare su una presenza fissa al proprio fianco. Chi porta la fede al dito sta meglio anche dal punto di vista cardiovascolare. I suoi livelli pressori infatti sono più bassi di chi non è sposato, e inoltre sono minori i rischi di andare incontro a gravi scompensi cardiovascolari come l’ictus e l’infarto. Anche qui, probabilmente, svolge un ruolo determinante l’alimentazione: chi vive da solo ha infatti più probabilità di mangiare male e abbuffarsi di cibi grassi e poco nutrienti. Sempre a questo proposito, uno studio effettato dai ricercatori dell’università di Pittsburgh, ha evidenziato che le arterie degli uomini felicemente sposati sono molto “più pulite” di quelle dei single, quindi meno intasate da colesterolo e trigliceridi. Con un buon matrimonio, inoltre, si tiene lontano il rischio di ammalarsi di tumore alla prostata o, per chi già malato, di morire anzitempo. Una ricerca pubblicata dal Journal of Urology – riporta il mensile OkSalute - dice che il sesso è un fattore protettivo per la prostata, e che chi vive in copia mediamente lo fa più spesso di chi sta solo. Aggiunge poi che un marito malato campa di più di un single colpito dallo stesso morbo, potendo contare sull’affetto e la disponibilità dei propri cari, fattori chiave per affrontare la malattia. Infine il matrimonio è in grado addirittura di ostacolare la comunissima influenza. Secondo i ricercatori dell’università di Birmingham chi si giura amore eterno ha un sistema immunitario più efficiente. In particolare si è visto che le persone felicemente sposate soffrono meno di sintomi influenzali quali tosse, febbre, raffreddore e mal di gola.

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