Cina: a rischio la Grande Muraglia


La Grande Muraglia cinese va a pezzi. Lo dicono alcuni archeologi cinesi. L’erosione naturale, i  vandalismi, il turismo di massa sono le principali cause del disastro. Secondo gli esperti dei 6.700 chilometri originari ne rimane solo un terzo intatto: la restante parte non esiste più o è stata irrimediabilmente danneggiata. Dalla muraglia vengono prelevati ingenti quantità di pietre e mattoni per costruire altri edifici nel circondario. Mentre le sue torri e i suoi fortini si sono trasformati in granai, porcilaie, e luoghi ideali dove imprimere le proprie iniziali (i murales sono arrivati anche lì). Interi tratti sono stati abbattuti per fare spazio a strade e autostrade. I tentativi di restauro si accavallano di anno in anno, ma i fondi non sono mai sufficienti a portare a compimento l’opera. La grande muraglia fu costruita in più riprese sempre con lo stesso scopo: difendersi dalle invasioni provenienti da nord. In seguito si è trasformata in un importante via di comunicazione. Il primo tratto risale al IV secolo a.C. La muraglia ha una altezza variabile tra i 5 e i 10 metri e un notevole spessore anche di 7 metri alla base 4 al vertice. Ogni 200 metri circa di eleva una torre di guardia. 

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