venerdì 17 novembre 2017

Il boom dei mammiferi


I dinosauri ormai estinti e un mondo completamente cambiato. Così i mammiferi hanno avuto la possibilità di esplorare nuove nicchie ecologiche evolvendosi con rapidità e predisponendo alla nascita dell’uomo. Lo dimostra il cratere nella penisola dello Yucatan, grande quanto lo stato americano del Vermont, dovuto all’impatto di un asteroide, avvenuto 65 milioni di anni fa. Gli studi pubblicati sul Biological Reviews Journal, sono stati condotti da scienziati dell’Università di Edimburgo, secondo i quali, al momento dell'impatto, gli animali presenti entro migliaia di chilometri dalla deflagrazione sono stati polverizzati. «Finì tutto come un pane tostato», rivela Stephen Brusatte, a capo dello studio. Fu un periodo grigio per il pianeta. L’impatto dell’asteroide, infatti, fu preceduto e seguito da incendi, piogge acide e attività vulcaniche.

Il mondo divenne più buio e più freddo. Ne risentirono i vegetali e i consumatori primari. Intere catene alimentari furono spazzate via. Nicholas Longrich dell’Università di Bath ironizza dicendo che fu peggio delle piaghe bibliche. Solo poche aree rimasero immuni dalla catastrofe. Sparirono i tirannosauri, i triceratopi, gli anchilosauri, animali che avevano dominato la Terra per milioni di anni. E così si fecero largo animali che fino a quel momento avevano vissuto nascosti, riparati dalla potenza dei grandi rettili. «L’evoluzione impazzì e i sopravvissuti ebbero la possibilità di conquistare un intero mondo». Il successo potrebbe avere riguardato un animale come il Didelphodon vorax, creatura di cinque chili di peso, ma dotato di un potentissimo morso che gli ha consentito di nutrirsi di ogni cosa: molluschi, uova di dinosauro, vertebrati, piante.


Viveva a ridosso dei corsi d'acqua, imitando il comportamento delle attuali lontre. Gli esperti l’hanno identificato da alcuni resti fossili: il cranio, in particolare, ha consentito di comprendere l'efficacia del suo apparato boccale. I resti provengono da strati litologici del Montana che hanno registrato il clima da due milioni di anni prima dell’impatto con l’asteroide, a un milione di anni dopo. Sono presenti alti livelli di iridio che attestano l’impatto con un corpo celeste. Scomparve anche il 75% dei mammiferi, ma molti di essi ebbero la possibilità di prosperare e, di fatto, spianare la strada ai primati, da cui si origineranno le forme australopitecine, i nostri più antichi progenitori. 

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