Curiosity, sette minuti di terrore


Marte. Ancora lui. Appuntamento per il 6 agosto (6,31 ora italiana), quando il rover della NASA Curiosity – con il più grande carico di strumenti scientifici mai spedito nello spazio - atterrerà sul pianeta rosso. 2 miliardi e mezzo di dollari per un esperimento che, in teoria, potrebbe cambiare la nostra visione dell'universo. Sempre che avrà successo. Perché le ultime fasi della missione, quelle che fisicamente consentiranno a Curiosity di mettere piede su Marte, sono eccezionalmente difficili. «Sette minuti di terrore», li definisce Adam Seltzner del Jet Propulsion Lab. «Dall'impatto con l'atmosfera di Marte, che è mille volte più rarefatta di quella della Terra, all'atterraggio, ci vogliono solo sette minuti. Ma siccome ce ne vogliono 14 perché i segnali radio arrivino fino a noi, quando sapremo che Curiosity ha toccato l'atmosfera, in realtà lui sarà già arrivato sul suolo marziano. Per sette minuti, però, non sapremo se sarà vivo o morto». Bastano pochi numeri a spiegare la grande impresa. Curiosity pesa novecento chilogrammi, contro i 185 di Spirit e Opportunity, i due leggendari rover che hanno fatto la storia dell'esplorazione marziana degli ultimissimi anni. Curiosity atterrerà grazie al più grande paracadute cosmico mai costruito e l'attivazione di 76 dispositivi pirotecnici. Il rover varcherà la rarefatta atmosfera di Marte racchiuso all'interno di una specie di guscio, dopodiché – con il passaggio della velocità da 5,7 a 0,4 chilometri al secondo – entrerà in azione il paracadute. L'ultima fase riguarda l'accensione di quattro razzi laterali, con il sistema-motore che si staccherà dal robottino (mantenendo il contatto con una sorta di cordone ombelicale), prima di iniziare l'avventura vera e propria sulla superficie del pianeta. Curiosity entrerà in azione con MastCam, due camere in 3D che scatteranno immagini a colori e spettroscopiche; Alpha-particle X-ray spectrometer Apxs analizzerà la chimica delle rocce, mentre CheMin osserverà la struttura dei minerali; ChemCam assolverà il compito di vaporizzare i campioni di rocce per analizzare lo spettro della luce emessa; Mahli scatterà immagini microscopiche del suolo; Sample Analysis at Mars concentrerà le sue attenzioni su gas e solidi per isolare composti organici. Rover Environmental Monitoring Station misurerà pressione, umidità, vento, temperature e radiazioni; Radiation Assessment Detector analizzerà le radiazioni per determinare i rischi per l'uomo; Dynamic Albedo of Neutrons l'idrogeno, il ghiaccio e l'acqua nei pressi della superficie. Scopo complessivo della missione? Verificare l'ipotesi che su Marte ci fosse un tempo l'acqua. Cercare tracce biologiche, ossia resti che confermino l'esistenza di forme di vita in epoche passate. E infine verificare le caratteristiche atmosferiche e climatologiche del pianeta, in vista di un futuro atterraggio umano. 

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