Il successo delle "Educational Farm"

Agricoltura sostenibile, tutela dell'ambiente, salvaguardia del territorio, rispetto delle tradizioni locali. Sono solo alcuni fra gli argomenti trattati nelle cosiddette “fattorie didattiche” (in inglese educational farm), aziende agricole che lavorano in tandem con le scuole. Lo scopo? Aiutare i più giovani a colmare la distanza fra cultura urbana e cultura rurale, educandoli alla salute, a stili di vita che tengano conto della natura, degli ecosistemi, del valore delle attività agricole. Gli insegnanti, in particolare, mirano a rendere consapevoli i ragazzi del loro ruolo sociale, portandoli a sviluppare uno spirito critico nei confronti della natura e di pratiche lavorative cadute ormai nel dimenticatoio, ma fondamentali per l'equilibrio ecologico. In una fattoria didattica i ragazzi imparano a produrre latte, formaggio, pane; a raccogliere il miele; a coltivare cereali, frutta e verdura; a riconoscere le principali specie animali e vegetali che ci circondano, le loro caratteristiche tassonomiche e biologiche. Non tutte le aziende agricole, però, possono essere definite “fattorie didattiche”: la qualifica dipende da una serie di parametri raccolti nella cosiddetta “Carta della Qualità”, certificata dalle regioni. Una fattoria didattica che si rispetti deve adottare sistemi agricoli di produzione biologica ed eco-compatibile e ospitare allevamenti che tengano conto soprattutto del benessere degli animali. La struttura deve disporre di ambienti curati, accoglienti, servizi igienici, sistemi di sicurezza. L'operatore di una fattoria didattica deve sostenere un corso speciale di 120 ore per poter servire al meglio le richieste di una scolaresca. Non sono ammessi più di 60-65 scolari per volta, e il loro numero deve essere proporzionato a quello degli operatori. Mezza giornata in una fattoria agricola costa 5 euro, l'intera giornata 15 euro (pranzo incluso), più giorni 40 euro al giorno (con trattamento di pensione completa). Il fenomeno delle fattorie didattiche - cominciato all'inizio del ventesimo secolo in Scandinavia - prende piede in Italia nel 1997 con la nascita della “Rete delle fattorie didattiche romagnole”: il progetto è rappresentato dalla società Alimos, in collaborazione con imprenditori agricoli della provincia di Forlì-Cesena. Da cinque/sei anni a questa parte è in costante evoluzione: nel 2010 c'è stato un incremento dell'11% delle visite didattiche in fattoria, ormai parte integrante dei programmi scolastici. L'ultimo censimento effettuato da Alimos parla di 1.750 fattorie didattiche attive sul territorio nazionale. La regione con più fattorie didattiche è il Piemonte (210); a seguire ci sono Veneto (121), Puglia (115), Campania (108), Emilia Romagna (95). Il boom delle fattorie didattiche è anche figlia di iniziative a favore dell'ambiente come l'“Educazione alla Campagna Amica” di Coldiretti, che nel corso del 2011 coinvolgerà più di 100mila scolari delle scuole medie ed elementari.

Qualche indirizzo utile:

1. LOMBARDIA: L'Airone – strada comunale per Isola Dovarese, 2, Drizzone (CR) – 037.5389902
2. BASILICATA: Masseria Moles – contrada Mezzana, Tolve (PZ) – 340.6444371
3. EMILIA ROMAGNA: Malvasia – via Ardo Guidetti, 16, Baricella (BO) – 0532.722586
4. MARCHE: Case Rosse – frazione Casette, Ascoli Piceno (AP) – 073.6403995
5. TOSCANA: Erthola - località Apparita di Monthiano, Magliano in Toscana (GR) – 056.4589939
6. SARDEGNA: S'Axrola Antiga – località Is Arrius, Villanovatulo (NU) – 087.2813046
7. TRENTINO ALTO ADIGE – Azienda Osti Marco - via Fontanele, 22, Spormaggiore (TN) – 046.1653337
8. LIGURIA: La Casa dell'Alpe – via Alpe, 10, Rialto (SV) – 019.688019
9. VENETO: Balla coi Mussi – via Pelosa, 31a, Saccolongo (PD) – 049.8016033
10. SICILIA: Il Casale delle Rose – contrada Santo Stefano, Caltagirone (CN) – 093325064

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