SOGNI ANATOMICI


L'ultimo film con Leonardo Di Caprio - "Inception" - sta ottenendo un grande successo. Almeno sotto il profilo critico: in molti hanno addirittura scomodato giganti come Resnais e Kubrick. Comunque sia il lavoro di Christopher Nolan - regista quarantenne di origine inglese - è senza dubbio accattivante, affascinante, misterioso. Ma non è un caso. Tratta, infatti, uno dei temi più curiosi ed enigmatici della psicologia umana: il sogno. E proprio di sogni vorremmo parlare in quest'occasione, all'indomani dell'importante scoperta effettuata da scienziati italiani dell'Istituto scientifico per la riabilitazione neuromotoria "Santa Lucia", in collaborazione con i ricercatori di Roma, L'Aquila e Bologna. Gli esperti hanno individuato le aree anatomiche da cui prendono vita i sogni, e i meccanismi che determinano la loro "intensità emotiva". Due le aree esaminate: ippocampo e amigdala. Sono due aree estremamente sensibili, quasi sempre prese in considerazione quando si tratta di parlare del funzionamento del cervello umano. Non per niente presiedono a importantissime funzioni. L'ippocampo rappresenta la zona mediale del lobo temporale. Ha una forma curva e convoluta, tanto da rimandare la sua fisionomia a quella del cavalluccio marino (da cui deriva il nome). È fondamentale per la memoria a lungo termine e per la "navigazione spaziale". Ed è infatti la prima area cerebrale ad andare in panne quando subentrano malattie come l'Alzheimer o altre patologie neurodegenerative. L'amigdala può invece essere considerata un gruppo di strutture interconnesse di sostanza grigia, riconducibile a una parte del cosiddetto sistema limbico, posizionata al di sopra del tronco cerebrale, anteriormente rispetto all'ippocampo. Il suo ruolo è determinante per le funzioni emozionali. L'intensità delle nostre emozioni dipende, infatti, quasi unicamente dall'amigdala. Questa parte di cervello è per esempio legata al disturbo di attacchi di panico, ed è quindi direttamente interconnessa alle sensazioni di paura intensa. Gli otto milioni di italiani malati di DAP vanno in tilt dopo un input ansiogeno, proprio perché l'amigdala si attiva in eccesso per via del canale ionico-1a (ASIC1a). Sicché gli esperti italiani hanno indagato con la risonanza magnetica (per due settimane) le fisiologie cerebrali di 34 persone di età compresa fra i 20 e i 70 anni, giungendo a risultati sorprendenti. I ricercatori hanno, infatti, evidenziato che le dimensioni e la morfologia di ippocampo e amigdala influenzano notevolmente la natura dei sogni, le stranezze oniriche e le loro bizzarrie. Sono decisamente più vividi, emozionanti e talvolta terribilmente angustianti, quando si ha l'amigdala più destrutturata e l'ippocampo di dimensioni maggiori rispetto alla norma. Anche Freud aveva affrontato l'argomento, poco convinto del fatto che emotività, attività onirica, e paura, dipendessero strettamente dall'anatomia cerebrale. Naturalmente il genio di Freiberg non aveva a disposizione le apparecchiature odierne, pertanto le sue rimasero solo delle mere ipotesi sui cui oggi si sta facendo luce. "Tutto è iniziato due anni fa quando ci siamo chiesti se aspetti microstrutturali della nostra anatomia cerebrale possono spiegare perché alcuni di noi non ricordano affatto i sogni, mentre altri ne conservano il ricordo in modo dettagliato", spiega Luigi De Gennaro, responsabile della ricerca. "Allo stesso modo, tra coloro che ricordano regolarmente i sogni, alcuni li raccontano con estrema incongruenza e bizzarria, altri riportano solo poche scene povere di particolari". Il mistero dei sogni è stato ripreso poco tempo fa anche dallo psicologo Darren Lipnicki, del Centro di Medicina Spaziale di Berlino. Lo scienziato ha scardinato il luogo comune che vuole i sogni più bizzarri (compresi gli incubi) figli di traumi non risolti, abbandoni infantili e problemi psicologici di varia natura. Secondo il ricercatore, infatti, il classico "brutto sogno" dipenderebbe dalle onde magnetiche. A questi risultati Lipnicki è giunto dopo aver analizzato i propri sogni pazientemente per sette anni di fila e aver contemporaneamente valutato l'attività geomagnetica locale. Lo studio è durato, dunque, dal 1990 al 1997, per un totale di 2.387 sogni. Cinque le categorie maturate sulla base dell'assurdità del sogno: "Tra i più strani", dice Lipnicki, "c'è per esempio quello di trovarmi in riva al mare con una scimmia parlante. Difficile pensare a un legame preciso tra un sogno del genere e un'esperienza passata". Prima d'ora s'era messo in luce che, in effetti, alcune molecole prodotte dal cervello incrementano il loro numero in determinate condizioni influenzate dal magnetismo. Con ciò lo studioso tedesco ha evidenziato che è soprattutto la melatonina la prima a sballare, provocando sogni impossibili, surreali, e spaventevoli. Ma cosa c'è di vero in tutto ciò? Molti scienziati storcono il naso, sostenendo che la tesi del tedesco è affascinante, molto soggettiva, ma poco verosimile. Certamente le onde elettromagnetiche interagiscono in qualche modo col corpo umano, ma non abbastanza per sceneggiare la messa in onda di un nuovo sogno. D'altronde le onde elettromagnetiche sono costantemente sotto osservazione, poiché non si è ancora capito se facciano davvero male o meno alla salute. Per altri ricercatori, invece, la qualità dei sogni è determinata da stimoli esterni, da patologie degli organi o addirittura dalla posizione che assumiamo durante il sonno. Se una persona ha per esempio mal di stomaco o problemi gastrici, il contenuto dei sogni potrebbe riguardare il cibo. Chi soffre di malattie respiratorie o cardiache fa spesso sogni angosciosi. Sognare di volare potrebbe essere prodotto dal sollevarsi e l'abbassarsi dei lobi polmonari; se ci vediamo nudi in mezzo alla gente potrebbe essere semplicemente dovuto al fatto che, senza accorgerci, le coperte sono scivolate ai piedi del letto scoprendoci. Secondo il neuropsichiatra Philipe Auguste Tissié l'organo colpito da una certa malattia o da un disturbo è in grado, dunque, di caratterizzare la natura dell'evento onirico. Dello stesso parere David Krauss che definisce "transustanziazione" il processo attraverso il quale le immagini oniriche sorgono sulla base degli stimoli fisici. Secondo alcuni antropologi, infine, il sogno ha costituito la base per la credenza dell'anima: quest'ultima, nel sonno, si staccherebbe, infatti, dal corpo per vagare nel mondo. Il sogno sarebbe dunque la rappresentazione di questo viaggio improvviso e "magico", e le immagini assurde e surreali la prova che si è fatta visita a mondi "impossibili" e lontani. È da questa considerazione che ci giunge alla bella storiella su un vecchio saggio cinese: "Chuang Tzu sognò di essere una farfalla e al risveglio non sapeva se fosse un uomo che aveva sognato di essere farfalla, o una farfalla che, invece, in quel momento stava sognando di essere Chuang Tzu".

Commenti

Post popolari in questo blog

Cuore, reni, ossa: quanto costa l'uomo al pezzo

Stelle o triangoli. Lo scarabocchio rivela chi siamo

I difetti femminili che piacciono agli uomini