Carbonio marziano

Futuro ammartaggio

Dopo le esperienze di Spirit e Opportunity, i due robottini della NASA che per anni hanno inviato informazioni da Marte, è la volta di Curiosity , nuovo rover statunitense, lanciato pochi giorni fa da Cape Canaveral. La sua missione sarà quella di far luce sulle caratteristiche delle molecole di carbonio presenti sulla superficie marziana, in grado di indicare la presenza di composti organici e quindi vita. Il pianeta ospita ingenti quantità di metano, ma ancora non si è capito da chi e perché vengano prodotte: processi biologici o attività geologica? Quest'ultima ipotesi sembra la meno plausibile, per cui è più facile pensare che esse derivino dall'azione di microrganismi. La conferma di CH4 su Marte risale al 2009, anche grazie ai dati ricavati da Mars Express dell'ESA. Gli scienziati hanno evidenziato uscite di gas dal suolo al ritmo di 0,6 chilogrammi al secondo e si è calcolato che nell'estate marziana del 2003, in pochi mesi, siano state prodotte 21mila tonnellate di metano. I riferimenti geografici sono soprattutto in corrispondenza di tre zone: Nili Fossae, Terra Sabae e Syrtis Major. Ora la palla passa a Curiosity, che tenterà si svelare gli ultimi misteri rimasti. Ma non sarà una cosa facile: «Sarà come cercare un ago in un pagliaio grande come un campo di calcio», rivela John Grotzinger, a capo dello studio. Rispetto ai due robottini precedenti, il nuovo suv è di dimensioni maggiori, ed è anche costato di più: 2,5 miliardi di dollari. L'arrivo sul pianeta rosso è previsto per il 6 agosto 2012, dopo un viaggio di oltre 500 milioni di chilometri. Il robottino atterrerà tramite un sistema innovativo detto sky crane , la gru del cielo. Negli altri casi s'era utilizzato un sistema di airbag, qui inconcepibile per via del peso eccessivo dello strumento. La gru entrerà, dunque, in funzione a circa venti metri dalla superficie del pianeta, con particolari cavi, mentre il corpo madre innescherà l'azione di appositi reattori per opporsi alla gravità marziana e impedire la precipitazione del mezzo. Curiosity atterrerà presso il cratere Gale, di 160 chilometri di diametro; contro le sue rocce scaglierà un raggio laser per studiarne i componenti. L'energia non sarà fornita dai pannelli solari, come accaduto con Spirit e Opportunity, ma da un generatore nucleare a radioisotopi. «Abbiamo dato inizio ad un era, una nuova era di esplorazioni su Marte con questa missione, non solo tecnologicamente ma scientificamente», ha concluso Doug McCuiston, direttore del programma NASA. «Spero che avremo più lavoro di quanto gli scienziati possano effettivamente gestire. Una volta raggiunta la superficie mi aspetto che verranno invasi da dati mai visti prima».

Durante i lavori...

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