Cioccolata o spaghetti? Dipende dall'umore


Quando la donna è giù di corda si abbuffa di gelati e torte superfarcite; quando l’uomo è contento si butta su spaghetti, pizza e bistecche. Che vuol dire tutto ciò? Secondo gli scienziati è la prova che esiste uno stretto legame tra le emozioni provate e la necessità di consumare voracemente del cibo, ma mentre nelle donne il fenomeno si verifica durante le fasi down, per l’uomo accade quando è su di giri. Sono le conclusioni di uno studio diffuso sulla rivista Physiology & Behavior grazie ad un’indagine effettuata via internet su 227 individui da psicologi della Cornell University di New York e della McGill University in Canada. Dalla ricerca è emerso che non è un caso che le donne mangino dolci quando sono affrante, e gli uomini prodotti come la pasta quando sono contenti: si è visto infatti che i cibi molto grassi e pieni di zuccheri sono efficaci nell’alleviare stati d’animo negativi, cibi più salutari e poveri di calorie sono invece l’ideale per potenziare le emozioni positive. Secondo Jordan LeBel più la donna è attenta a tenere a bada il proprio peso, maggiore è il peccato di gola che commette quando lo sconforto la assale, perché la tendenza è quella di concedersi i “cibi proibiti” normalmente. D’altra parte si è invece visto che gli anziani sono coloro che riportano emozioni più marcatamente positive dopo aver “esagerato” con il loro cibo di conforto preferito. È inoltre emerso che tra le ragazze nere, ancor più di quelle bianche, gli episodi di fame emotiva portano all’assunzione di cibi contenenti saccarosio. Un’altra ricerca ha invece rilevato che l’euforia induce a consumare cioccolato e a valutarlo come particolarmente gustoso e stimolante, mentre la tristezza sembra diminuire l’appetito per il noto e apprezzato alimento. La fame emotiva infine può essere scatenata da una o più emozioni. E può protrarsi per un periodo di tempo di lunghezza variabile, da alcuni minuti, ad alcune ore, dopo l’insorgere del particolare stato emozionale. Può suscitare la voglia di un alimento specifico, o il desiderio generico dell’atto di cibarsi in sé. Al termine dell’episodio di fame emotiva, i vissuti più frequenti sono: il sentirsi soprappeso, anche se, nella maggior parte dei casi, non lo si è, la rabbia nei propri confronti, la stanchezza, il senso di colpa. Tuttavia l’abbuffata permette di raggiungere, in modo più o meno consapevole, un obiettivo: distrarsi dalle proprie emozioni negative e quindi eliminare l’ansia.

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