Emirati Arabi: largo ai fantini radiocomandabili


Bimbi con meno di dieci anni che vengono semi schiavizzati perché possano correre agilmente sui cammelli, nell’ambito di competizioni sportive amate e seguite con autentica venerazione nei Paesi Arabi. Un problema che si spera di poter risolvere al più presto, grazie al lavoro di un team di scienziati svizzeri, che ha ideato dei robot – fantini, radiocomandabili a distanza, in grado di sostituire i piccoli jockey. In particolare il riferimento è allo Stato del Qatar, la cui agenzia stampa ufficiale Qna, ha fatto sapere che i robot sono già stati collaudati con successo e che il Paese, ricco di petrolio, sta addirittura valutando l’idea di costruire un impianto per produrli in proprio. Secondo i ricercatori la prima generazione di robot sembra avere funzionalità e mobilità paragonabili, se non addirittura superiori, a quelle di uno dei tanti bimbi pescati qua e là nei porti pakistani o in qualche altra sperduta regione del sud est asiatico. Shaik Sultan bin Mohammed Al Qasimi, esponente del governo degli EAU, ha in particolare reso noto che l’avvento dei robot è conveniente anche perché “un umanoide elettronico è meno costoso da mantenere e sopratutto non deve subire stress e duri allenamenti”. A ciò si arrivati in seguito alle richieste dell’Onu, e di vari gruppi per la difesa dei diritti dell’infanzia. E' stato, infatti, evidenziato che le condizioni di vita dei fantini impiegati per le corse dei cammelli sono assolutamente precarie, e che una simile attività non viene mai intrapresa per scelta, ma sotto la minaccia di rimanere senza cibo o altre angherie. Gli Emirati Arabi Uniti hanno peraltro votato una legge che rende illegali le corse con fantini che non abbiano compiuto almeno i sedici anni di età e che pesino meno di quarantacinque chili. 

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