L'energia della funivia

Si viaggia in funivia, e si crea energia calpestando un tappetino per accedere al mezzo di trasporto. Ecco come e dove: da Lettera43


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Carezza, ai piedi del Latemar, è una delle località sciistiche più note e affascinanti delle Dolomiti, con quaranta chilometri di piste e quindici impianti di risalita. Non stupisce, pertanto, sapere che è proprio in questo angolo d’Italia che s'è pensato di dare vita ai primi tappeti energetici delle Alpi. Si tratta di superfici hitech in grado di trasformare il peso e i passi in energia pulita. Qualcosa del genere è avvenuto anche in altri ambiti, come in alcune discoteche dell’Olanda, dove i ballerini, saltando, mettono in moto un sistema in grado di ricavare energia senza impattare sull’ambiente. I primi test a Carezza sono avvenuti presso la cabinovia Hubertus, dotata di cabine da otto posti che collegano la seggiovia Paolina di Carezza con le piste del Passo di Costalunga, in particolare la Pra dei Tori, superando un dislivello di circa 126 metri; non è molto, ma in tal modo si rende possibile anche il funzionamento di una pista da slittino. Finora sono stati prodotti 34mila joule.
L’operazione rientra in un piano d’intervento approntato per la salvaguardia ambientale, tema caro all’intera zona della Val D’Ega. “Zona sciistica climatica alpina: misure pilota per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili” è il titolo dell’iniziativa, promossa dall’Unione Europea, in collaborazione con “Alpine Pearls”. Da tempo, infatti, tutti i comuni coinvolti operano per individuare il sistema più redditizio per ottenere energia tramite fonti rinnovabili, come il sole e il vento. Si pensa, inoltre, di utilizzare meglio l’aria compressa per la produzione di neve artificiale che, con una pressione più bassa e l’azione di un software specifico, consente un notevole risparmio energetico. 
Le varie amministrazioni coinvolte nel progetto, suggeriscono le azioni più utili che chiunque dovrebbe rispettare – dal residente, al turista - per non inquinare e ridurre il più possibile l’impatto ambientale, ridimensionando le emissioni di anidride carbonica. I cittadini delle “Alpine Pearl” sono i primi a credere nella necessità di preservare al meglio il proprio territorio, adottando volentieri condotte ecosostenibili; per prima cosa utilizzare il meno possibile l’auto, privilegiando l’impiego dei mezzi pubblici. Carezza Ski ha, in particolare, aderito al progetto con un investimento di 365mila euro, per metà finanziati dall’Unione Europea.
Al salone del fitness di Rimini s’è parlato, invece, della possibilità di sfruttare le palestre come “centrali energetiche”. L’idea è stata già adottata con successo a Hull, in Inghilterra, dove cyclette, tapis-roulant e bilancieri accumulano energia destinata alla rete elettrica cittadina. Alla luce di questi risultati gli ambientalisti fanno due conti arrivando a prevedere che le 110mila palestre sparse nel mondo, con un milione e 500mila attrezzature a disposizione degli atleti, potrebbero alimentare almeno 15mila abitazioni.

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