I cannibali di Jameston

Da sempre colpisce l'immaginario collettivo, la truce ipotesi che degli uomini possano nutrirsi… di altri uomini. Si parla, come è noto, di cannibalismo (o, meglio ancora, antropofagia). La storia è ricca di riferimenti di questo tipo, partendo da tracce fossili risalenti a 800mila anni fa, fino all'episodio ben decantato dal film "Alive", tratto da una storia vera: quella di un gruppo di sportivi precipitato sulle Ande nel 1972, e costretto a sopravvivere nutrendosi dei compagni morti nell'incidente. Altrettanto noti sono i casi di cannibalismo riguardanti popolazioni "primitive" che non ci hanno pensato due volte a fare fuori un nemico per poi arrostirlo; ma anche quelli riferiti alla carestia russa degli anni Venti e all'Assedio di Leningrado del 1941. Quello che, però, non si sapeva è che episodi di cannibalismo possano essere avvenuti anche fra i primi coloni americani, tipo quelli di Jameston, la più antica colonia inglese che sorse in Virginia. La notizia riguarda la scoperta fatta da scienziati dello Smithsonian Institute di Washington, relativa all'analisi del cranio di una quattordicenne che non lasciano dubbi: la ragazza è stata divorata. I resti risalgono agli inizi del Seicento, periodo in cui l'emisfero boreale fu caratterizzato da inverni molto rigidi (siamo nel pieno della cosiddetta Peg, la piccola età glaciale), che procurarono gravi carestie e penurie di cibo mai viste prima; l'80% dei coloni morì di fame a causa di freddo e gelo. Scavando nel cuore storico della Virginia gli esperti hanno, dunque, trovato le tracce di antichi pasti, effettuati per superare il disagio di un inverno senza fine: fra le ossa di cane e gatto e altri animali, sono così venute alla luce quelle di questa piccola battezzata Jane. Ma come è stato possibile capire che si trattò di vero cannibalismo e non invece di un'accidentale "rimescolamento" di ossa? Gli scienziati ritengono che Jane sia stata "mangiata" perché i segni del cannibalismo sono ben evidenti sul suo cranio e sulle ossa delle gambe. Nella parte sinistra del cranio è presenta una perforazione che consentì di sollevare la calotta cranica per rimuovere il cervello; in altri punti dello scheletro sono evidenti i segni di una masticazione assimilabile alla dentatura umana. Non sono le uniche notizie che il reperto ci offre: l'età della ragazza è stata stabilita dall'assenza dei denti del giudizio, mentre s'è capito che la sua dieta fosse costituita prevalentemente da carne per via di una serie di considerazioni chimiche a livello osseo. Ora gli esperti vogliono capire se Jane è morta per cause naturali o se sia stata uccisa. Da tempo gli archeologi sospettavano che nelle prime colonie americane si ricorresse al cannibalismo per superare i momenti più critici, tuttavia questa è l'unica prova certa della terribile pratica. Comunque siano andate le cose, finalmente Jane ha ritrovato la pace. Ne è stato anche ricostruito il volto: quello di un'eterea e affascinante giovane di quattrocento anni fa.

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