Standard & Poor' declassa gli USA


Per la prima volta nella storia, gli USA sono stati declassati dalla Standard & Poor's, la principale agenzia di rating americana che valuta l'affidabilità finanziaria di Stati e aziende private. Da AAA, il voto più alto, quello delle economie più stabili (Canada, Germania, Francia), gli USA sono scesi a AA+. L'Italia vale A+, mentre l'unico paese giudicato con la lettera C (il voto più basso è la D) è la Grecia. Una decisione senza precedenti, che minaccia di destabilizzare ulteriormente i mercati, trasformando così la crisi del debito sovrano da crisi sinora solo europea in crisi globale. L'agenzia ha affermato che a suo giudizio «il piano di consolidamento fiscale del Congresso non contiene ciò che è necessario per contenere il debito a medio termine», lamentando «l'inefficienza delle istituzioni» di fronte alla crisi. Standard & Poor' s ha anche ammonito che «l'outlook è negativo», cioè che le prospettive economico-finanziarie americane rimangono inquietanti, e non ha escluso un altro declassamento tra 12-18 mesi «in mancanza di correzioni solide». Lo shock ha coinvolto mezzo mondo. Fra i paesi più contrariati dal declassamento USA c'è la Cina, vera nuova potenza economica mondiale: «Al di fuori degli Stati Uniti molti ritengono che il taglio di rating sia un conto da tempo atteso che l’America deve pagare per la crescita del debito e per le miopi dispute politiche a Washington», commenta in una nota il Governo cinese, che tra l’altro è tra i maggiori creditori di quello statunitense e per la svalutazione del dollaro subirebbe ingenti perdite.

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