CACCIA AL TESORO


TESORO DELLA BAIA DI VIGO

Il 22 settembre 1702, nella baia di Vigo, al largo delle coste spagnole, si affrontano la flotta anglo-olandese, comandata dall'ammiraglio George Rooke, e quella franco-spagnola, con a capo Francois Louis Rousselet. I franco-spagnoli avanzano con diciannove galeoni carichi di oro e gioielli. Ma gli anglo-olandesi sono più forti e alla fine hanno la meglio: sedici galeoni affondano, trasportando con sé il gigantesco bottino accumulato nelle Americhe. Oggi, su una secca non molto profonda, sepolto sotto una spessa coltre di sabbia, giace da più di 300 anni il cosiddetto "tesoro della baia di Vigo": numerosi i tentativi di recupero, ma, per il momento, c'è riuscito solo Nemo, il personaggio di fantasia inventato da Jules Verne.

TESORO DELL'ARIZONA

Quando si viene a sapere che fra i monti a est di Phoenix si nasconde l'oro, l'Arizona viene presa d'assalto da avventurieri e uomini in cerca di fortuna. Il messicano Don Miguel Peralta decide di scavare nelle miniere del cosiddetto "campo di gioco del diavolo" (The Devil's Playground), infischiandosene del no degli apache che abitano quella terra da sempre. Peralta accumula grandi ricchezze, ma la vendetta degli degli indiani non è lontana: l'uomo viene, infatti, trucidato insieme ai suoi uomini nel 1864. La mappa del tesoro - realizzata dallo stesso Peralta - finisce nelle mani di Jacob Waltz e Jacob Weiser, due emigranti tedeschi, che conoscono il nipote del messicano. Wiser viene ucciso dagli indiani, mentre Waltz riesce a impossessarsi di una parte del bottino accumulato da Peralta: muore a Phoenix nel 1891, portando con sé tutti i segreti del cosiddetto tesoro dell'Arizona.

TESORO DEGLI INCA

"Ci sono centinaia di pezzi d'oro e d'argento d'artigianato Inca e pre-Inca, le più belle opere di oreficeria che non potresti nemmeno immaginare, i gioielli più incredibili". Sono le parole usate dal cercatore di tesori Barth Blake che, sul finire dell'Ottocento, si mette in cerca del fantomatico tesoro degli Inca. L'uomo, però, di lì a poco scompare in mare, con la mappa indicante il punto esatto dove sarebbe nascosto il bottino sottratto dal comandante spagnolo Francisco Pizarro, al re degli Inca Atahualpa. Secondo alcuni studiosi potrebbe trovarsi in Ecuador, dove il botanico inglese Richard Spruce, in cerca di una pianta per curare la malaria, disse di aver individuato la mitica "stanza" delle ricchezze Inca: si troverebbe in corrispondenza delle miniere situate sui monti Llanganate.

TESORO DI BARBANERA

Barbanera – il cui vero nome è Edward Teach - ha il controllo del Mar dei Caraibi per un breve periodo fra il 1716 e il 1718, durante la cosiddetta età d'oro della pirateria. Oltre ad arrembare le navi in alto mare, assalta porti in diverse regioni, fra cui Turkill, Grand Cayman, Bahamas. Viene ucciso nella Carolina del Nord nel 1718, ma del suo immenso tesoro non si è mai saputo nulla. Nel 2009, però, gli studiosi del Queen Anne's Revenge Shipwreck Project sono riusciti a riportare in superficie il relitto dell'antico vascello usato dal bucaniere, adagiato a soli sette metri sotto il livello del mare, non lontano dalle coste di Beaufort, North Carolina. Fra i tanti oggetti recuperati, un compasso di navigazione in ottone, oggetti d'oro di matrice francese, un mortaio per miscelare e pestare medicine, e un'elsa di spada.

TESORO DEL GROSVENOR

Il 3 agosto 1782 sulle coste del Natal, in Sudafrica, affonda il Grosvenor, galeone della Compagnia delle Indie inglesi, con un carico d'oro per oltre dieci milioni di euro e forse un trono d'oro appartenuto a Shah Jehan, sovrano dell'impero Mogul, fondatore del Taj Mahal. Il mito del tesoro viene mantenuto vivo da numerosi dipinti e stampe dell'epoca, ma ci sarebbero anche delle prove tangibili: le numerose monete finite sulla battigia di Transkei, di fronte al luogo dell'affondamento. Il relitto giace a una dozzina di metri di profondità. Nel 1957 un sub sostenne di aver individuato i resti della nave e di aver recuperato oggetti preziosi. Mentre è del 2000 la notizia di un team di studiosi dell'Università di Città del Capo che avrebbe individuato dodici cannoni e una miriade di piccoli manufatti proprio nella zona dove il Grosvenor affondò: fra questi una targa in ottone che porta il nome del colonnello Edward James, presente nella lista passeggeri.

TESORO DEI TEMPLARI

Il 5 ottobre 1307, Filippo il Bello, in combutta con il Papa, dà l'ordine di far uccidere tutti i templari - diventati troppo potenti e ricchi - accusandoli di magia nera, delitti e truffe. In realtà un gruppo di cavalieri del Tempio - anche grazie alla lungimiranza del gran Maestro dei templari, Jacques de Molay - riesce a scamparla e a salpare dalle coste francesi per le coste americane (già conosciute grazie ai viaggi vichinghi). I templari sarebbero così approdati a Oak Island, piccola isoletta canadese, dove risiederebbe un pozzo misterioso ("Money Pit"), frutto di una mente geniale, all'interno del quale potrebbe addirittura trovarsi il Santo Graal. Money Pit è stato individuato per la prima volta ne1795 da un certo Daniel McGinnis. A 27 metri di profondità è stata trovata una pietra con la seguente scritta: "A quaranta piedi più in basso sono sepolti due milioni di sterline". In realtà, nonostante i numerosi scavi fatti (l'ultimo risale al 1966), non è mai stato trovato nulla.

TESORO DI CAPITAN KIDD

Prima di morire giustiziato a Londra nel 1701, capitan Kidd accumula almeno tre milioni di sterline assaltando galeoni. Del bottino, però, viene trovata solo qualche briciola nascosta nell'isola Gardiners, presso New York. In compenso, nel 2008, un archeologo della Indiana University, Charles Beeker, individua di fronte alle coste della Repubblica Domenicana, ad appena tre metri dalla superficie, l'ultima nave di capitan Kidd, affondata nel 1699, mentre il suo comandante si trovava a New York nel tentativo di convincere i giudici che non era un malfattore. La Quedagh Merchant non conserverebbe però tesori.

TESORO DI TSUSHIMA

L'incrociatore russo Nakhimov è lungo 101 metri e pesa quasi 8mila tonnellate. Viene affondato il 28 maggio 1905 dai giapponesi nel corso della battaglia di Tsushima. Trascina con sé un grosso carico di monete d'oro e argento. La conferma arriva dalle pagine del giornale britannico Time, secondo il quale, recentemente, una squadra di sommozzatori avrebbe individuato il relitto a un centinaio di metri sotto la superficie marina: in particolare sarebbero stati recuperati dei lingotti in argento, riconducibili al fantomatico tesoro dello zar Nicola II.


TESORO DI HERNY MORGAN

Henry Morgan nasce in Galles nel 1635 e diviene bucaniere nel 1659 compiendo il primo saccheggio a Santiago de los Caballeros (Repubblica Domenicana). Cinque anni più tardi, zio Edward gli regala una nave da 50 tonnellate, con cui inizia a terrorizzare i mari caraibici. Saccheggia Puerto Principe (Cuba), Portobello, Maracaibo, Panama e Santa Catalina. Grazie alla sua fama e alle sue ricchezze viene nominato governatore della colonia della Giamaica. Prima di morire di cirrosi epatica il 25 aprile 1688, sotterra lungo la costa americana tutti i suoi averi, che nessuno è stato ancora in grado di riportare alla luce.

TESORO DI MONTEZUMA

Il tracollo del regno di Montezuma (1502-1520) coincide con l'arrivo degli spagnoli, preannunciato (secondo le leggende locali) da segnali come l'apparizione di una cometa, la distruzione del tempio di Huitzilopochti, e l'inondazione d Tenochtitlan. Montezuma incontra il conquistadores spagnolo Hernan Cortez l'8 novembre 1519 e scambiandolo per un dio lo ricopre di ori e gioielli. Dopo il “Massacro del grande tempio”, operato da Cortez contro le classi nobili del posto, gli spagnoli imprigionano Montezuma, prima di ucciderlo obbligandolo a bere oro fuso. Tutte le sue ricchezze accumulate in quasi venti anni di potere sarebbero nascoste in un imprecisato luogo, sul confine con la Sonora messicana.

TESORO DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

I gioielli della corona francese vengono trafugati nel 1792 quando il Garde Meuble (tesoro reale) viene preso d'assalto dagli uomini della rivoluzione. Secondo le fonti tradizionali il bottino – comprendente anche il famoso Diamante Sancy (di 55 carati) – viene ritrovato l'anno successivo. Degli storici però sostengono che, prima del furto, un gruppo di realisti avrebbe imbarcato sullo "schooner" Telemaque molte casse di preziosi provenienti dalle regge di Versailles e delle Tuileries, e che il veliero sarebbe poi affondato nell'estuario della Senna, sulla strada per l'Inghilterra.

TESORO DEL BARBAROSSA

Il castello di Trezzo sull'Adda – fra Milano e Bergamo - custodirebbe il tesoro di Federico Barbarossa, imperatore del sacro romano impero nella seconda metà del XII secolo. Secondo alcuni storici potrebbe trovarsi nel giardino o nei sotterranei dell'antico maniero, scavati direttamente all'interno di grotte naturali, in molti casi, però, ormai crollati su se stessi. Nei secoli numerosi temerari hanno cercato il tesoro del Barbarossa, a cominciare dal soldato di ventura Facino Cane, per arrivare al conte di Carmagnola e ai veneziani. L'unico dato certo, però, di queste ricognizioni è che sul finire del '700, in un vano poco distante dalla torre principale del castello, furono rinvenute alcune monete d'oro e d'argento.

TESORO DI LIMA

1820. Gli spagnoli hanno accumulato grandi fortune a Lima, e tentano di nascondere il bottino prima dell'arrivo dei soldati cileni. Nel porto di Callao - allora territorio spagnolo - a bordo del brigantino inglese “Mary Dear”, del capitano William Thompson, vengono imbarcate in fretta e furia tutte le ricchezze della città, fra cui una statua in grandezza originale della vergine Maria in oro massiccio. Il tesoro fa gola a Thompson che decide di impossessarsi della nave. Si dirige verso l'isola di Coco, dove sotterra il bottino in un luogo segreto. In punto di morte rivela le coordinate del tesoro a un tal John Keating, che trasmette l'informazione al quartiermastro Nicolas Fitgerlad. Partono le ricerche ma del tesoro non si è ancora avuta traccia.

TESORO DEI NAZISTI

Si troverebbe venti metri sottoterra dalle parti di Deutschneudorf. In questo villaggio tedesco-orientale a poca distanza dal confine cèco, sarebbe nascosta la mitica Camera d'ambra, il regalo dei prussiani allo zar Pietro il Grande, poi trafugata dagli uomini della Wehrmacht durante l'assedio di Leningrado. Ne sono convinti il sindaco della cittadina, Heinz-Peter Haustein e l'amico cercatore di tesori Christian Hanisch: i due avrebbero già individuato grosse casse contenenti quasi due tonnellate di materiali preziosi fra cui oro e argento. Un altro tesoro nazista sarebbe quello custodito dalle acque del Lago Toplitz, sulle Alpi austriache. In questo caso il riferimento è a una nave tedesca che affondò nello specchio lacustre carica di lingotti d'oro e d'argento sottratti alle famiglie ebree nel corso della Seconda guerra mondiale.

TESORO DELL'IMPERATORE GIALLO

Huang Di, detto l'imperatore Giallo, regna in Cina fra il 2698 e il 2599 a.C. La sua vita leggendaria lo vede protagonista della cattura del mostro Bai Ze e della vittoria su Chi You, mitico re degli hmog, dio della guerra e inventore delle armi in metallo. A lui viene anche attribuita la nascita del taoismo, della scrittura e delle note musicali. Combatte 53 guerre e accumula ingenti tesori che ora giacerebbero sepolti in qualche misterioso angolo della Cina.

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