Zanne più piccole per difendersi dai cacciatori di frodo


Gli elefanti, per difendersi dal bracconaggio, modificano il proprio assetto genetico, potenziando il gene che inibisce la crescita delle zanne; più grosse sono, infatti, maggiore è il rischio che un esemplare cada vittima dei cacciatori di frodo. Sono le conclusioni di Zhang Li, professore di zoologia presso l’Università Normale di Pechino. Secondo lo studioso, inoltre, nascono sempre più elefantesse, e anche questo sarebbe uno stratagemma messo in atto dai proboscidati per salvaguardare la specie, visto che le femmine sono prive dei caratteristici denti. Le statistiche parlano di un rapporto fra maschi e femmine cambiato, e passato da 1 a 2 a 1 a 4 in Cina, e a 1 a 100 in India. Gli studi di Zhang Li si sono concentrati in special modo sull’elefante indiano (Elephas maximus), con l’elefante africano (Loxodonta africana), unica specie sopravissuta all’ordine Proboscide; nel passato appartenevano a questo ordine più di 350 diverse specie che si sono però estinte. L’elefante indiano è filogeneticamente più vicino al mammut dell’elefante africano. Ed è più piccolo, più chiaro e con le orecchie meno sviluppate rispetto al secondo. In entrambi, le zanne sono usate per scavare, strappare la corteccia degli alberi, raccogliere erba, appoggiarsi a un grosso tronco o utilizzate come armi. Sia il maschio che la femmina dell’elefante africano possiedono le zanne, mentre nell’elefante asiatico è solo il maschio ad averle. Quando pienamente sviluppate le zanne degli elefanti asiatici sono paragonabili a quelle degli africani. Le zanne più pesanti mai trovate sono state recuperate dalla carcassa di un vecchio maschio africano nel 1897 (209 kg, oggi presenti presso il British Museum of Natural History). L’ elefante asiatico é una delle razze più minacciate fra i grossi mammiferi. Si stima che attualmente nel sud-est asiatico vi siano  solamente 30 mila individui. Mentre solo 100 anni fa il loro numero era doppio. Circa 10mila elefanti vengono utilizzati come animali da lavoro. Il 50% di essi si trova in India, e prevalentemente negli stati del nord-est.

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