2013, l'anno delle comete

A marzo e a dicembre, occhi puntati verso l'alto, per l'arrivo di due (super) comete, appena scoperte. Ne parlo su Lettera43: 2013, l'anno delle comete


Potrebbe essere una cometa cento volte più luminosa di Venere ed essere visibile anche di giorno. Si usa il condizionale perché non è mai possibile prevedere con assoluta certezza il comportamento di simili oggetti cosmici. Tuttavia gli esperti ritengono che, non avendo mai patito lo stress dello shock termico derivante da un “incontro ravvicinato” col sole, potrebbe dare vita a una coda luminosissima. Esattamente come l’iconografia classica riproduce la famosa cometa di Natale. Comunque andranno le cose, sarà il primo corpo celeste di questo tipo ben visibile nell’emisfero boreale dopo l’incontro con Hale-Bopp, in visita alla Terra nel 1997. Battezzata Ison, l’oggetto cosmico si trova ora a circa 600 milioni di chilometri dal sole; ma il 28 novembre sarà a due milioni di chilometri dalla nostra stella, e il 26 dicembre, a trenta milioni di chilometri dalla Terra. È stata scoperta pochissimo tempo fa, esattamente il 21 settembre 2012, dal bielorusso Vitali Nevski e dal russo Artyom Novichonok. Hanno operato tramite uno speciale telescopio in dote al Scientific Optical Network che sorge nei pressi di Kislovosdk, in Russia. Ison disegna un’orbita iperbolica, molto inclinata rispetto al piano dell’eclittica: questo parametro induce gli astronomi a pensare che si tratti di un oggetto proveniente dalla nube di Oort, ipotetica nube sferica dalla quale proverrebbe gran parte delle comete di “lungo periodo”, come la già citata Hale-Bopp e la Hyakutake. Secondo gli esperti potrà essere visibile con un piccolo telescopio da fine ottobre, e a occhio nudo da dicembre. Ma non sarà l’unica cometa a visitare i nostri cieli nel 2013. Prima di Ison, infatti, ci sarà il tu per tu con quella che è già stata battezzata “la cometa di Pasqua”. C/2011 è stata scoperta per caso, nemmeno due anni fa, grazie al programma di ricerca del Pan-STARRS (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System). Come la precedente, anche questa cometa è caratterizzata da un’elevata inclinazione dell’orbita (con un periodo orbitale stimato intorno ai 110mila anni) e dalla probabile origine dalla nube di Oort; in più, ha una piccola MOID (minima distanza all’intersezione dell’orbita) con Mercurio, dato che viene osservato per indicare il potenziale pericolo di collisione fra due corpi celesti. Gli astronomi assicurano che sarà il secondo grande evento cometario dell’anno, benché non sia facile prevedere la sua luminosità: studi ancora in corso assicurano che potrebbe, comunque, brillare in modo analogo ad Alpha Centauri o Venere. C/2011 comparirà nei cieli australi, e in seguito in quelli boreali in un range temporale compreso fra il 9 marzo e il 15 aprile. Infine, per avere una degna panoramica degli eventi astronomici “in cartellone” per il 2013, vanno segnalate anche le due eclissi parziali di Luna, che si verificheranno il 25 aprile e il 19 ottobre e l’incontro con l’asteroide 2012 DA14, che il 15 febbraio transiterà a solo un decimo della distanza Terra-Luna. Gli astronomi assicurano che non ci sarà nessun pericolo per l’uomo, ma è curioso sapere che, un impatto di un simile corpo celeste col nostro pianeta, produrrebbe un’energia equivalente a 2,4 megatoni, un’intensità 150 volte superiore a quella sprigionatesi in seguito allo scoppio della bomba nucleare di Hiroshima. Per chi volesse azzardare una nuova fine del mondo... c’è pane per i suoi denti.

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