Lupo mannaro, svelato il mistero


Risolto il mistero dell’ipertricosi, ossia la rarissima patologia che in passato veniva scambiata per la capacità di alcuni uomini di trasformarsi in fantomatici ‘lupi mannari’. È per via di un gene situato su uno dei bracci del cromosoma X e che è da poco stato scoperto da un team di ricercatori della Baylor School of Medicine Houston nel Texas; è un’unità di materiale ereditario che possedevano i nostri antichi progenitori e che serviva loro per mantenere folta la peluria del corpo necessaria a proteggerli dal freddo. Specificatamente, il riferimento è alla forma più grave di ipertricosi, ovvero quella congenita, che contraddistingue in media una persona su dieci milioni. In altri casi l’ipertricosi può essere favorita da varie patologie: malattie ovariche, alterazioni surrenaliche, ovaio policistico, sindrome di Cushing, endocrinopatie, iperprolattinemia e obesità. L’incidenza dell'ipertricosi è insignificante nella razza gialla e in quella nera, è poco comune nel Nord Europa, mentre è molto frequente nei popoli del bacino mediterraneo. La patologia non va confusa con l’irsutismo, il virilismo pilifero e determinate malattie di natura psichiatrica. Nei primi due casi il riferimento è fenomeni che riguardano la comparsa nella donna (nel 5 – 10% dei casi) di pelosità in aree corporali di solito concernenti la fisiologia maschile. Nel terzo si annoverano casi particolari di schizofrenia in cui il paziente si auto convince di essere un animale, in questo caso un lupo, ma può anche credere di essere un pesce, o un uccello. C’è infine chi della ipertricosi ne ha fatto un pretesto per diventare ricco e famoso: è il caso di Jesus Manuel Fajardo Acevas, detto “l’uomo lupo”, entrato nel guinness dei primati come l’uomo più peloso del pianeta. 

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