La ricombinazione nel DNA mitocondriale


Dimostrata per la prima volta la ricombinazione del DNA mitocondriale (mtDNA): fino a oggi infatti si pensava che l’acido desossiribonucleico contenuto nei mitocondri non subisse la stessa sorte del DNA nucleare (ossia quella di andare incontro allo scambio di materiale genetico proveniente sia dal maschio che dalla femmina), e che pertanto fosse ereditabile solo dalla madre. È il risultato ottenuto da Yevgenya Kraytsberg del Beth Israel Deaconness Medical Center. Ora, se gli esperimenti degli israeliani dovessero essere confermati, si dovranno riprendere dall’inizio gli studi sull’evoluzione umana e sui caratteri ereditabili rispettivamente da mamma e papà. Si è partiti dal presupposto che il DNA mitocondriale corrisponde a un gruppo di trentasette geni contenuti all’interno dei mitocondri, organelli microscopici che nelle cellule si occupano di produrre energia. E si è infine giunti a individuare trentatrè ricombinazioni avvenute tra 450 molecole di acido desossiribonucleico. La notizia è stata divulgata sulle pagine della rivista Science. Fa scalpore in quanto il DNA mitocondriale è un genoma circolare essenziale per il funzionamento dei mitocondri, molto usato dai ricercatori nel ricostruire la linea di discendenza di un individuo o di intere comunità: in particolare i genetisti se ne servono (e continueranno a farlo finché non si darà un seguito alla scoperta) per studiare l’ereditarietà per via femminile, senza le complicazioni della ricombinazione che avviene normalmente tra i cromosomi ereditati da entrambi i genitori. Si è solo all’inizio, ha ammesso Kraytsberg: i risultati sono infatti ancora ristretti a un unico caso in cui la percentuale di scambio è minima, circa 0,7 % di tutto il DNA mitocondriale. 

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