L'estate (torrida) che verrà


Lo dice Met Office: sarà un'estate molto calda. Possibile? Difficile dirlo, in realtà, con sei mesi di anticipo; tuttavia da vent'anni a questa parte la temperatura su scala mondiale va crescendo sempre più. Ecco le previsioni per l'estate del 2013 e gli anni che verranno: Clima, un 2013 caldissimo 

Pubblicato su Lettera43: 

«Sarà un’estate caldissima, fra le più calde in assoluto da dieci anni a questa parte». Met Office, massima autorità in Inghilterra nel campo delle previsioni meteorologiche, ha promulgato la sua sentenza. Ora seguirà il solito elenco di commenti approssimativi, che – a seconda del parametro climatologico osservato – appoggerà o meno la dichiarazione dell’organo inglese. Va, comunque, precisato che - benché le previsioni a lunghissimo termine possano rivelarsi dei clamorosi fiaschi – l’ufficio meteorologico del Regno Unito difficilmente sbaglia. Nel 2008, a marzo, disse che ci sarebbe stata un’estate decisamente calda e secca, ed ebbe ragione. A settembre uno studio italiano del CNR di Bologna, stabilì che fu una delle estati più calde dal 1800, posizionabile all’ottavo posto fra le più bollenti degli ultimi duecento anni, con un notevole incremento medio delle temperature su scala globale.
Stime analoghe sono state fatte da esponenti del NASA Goddard Institute of Space Studies e della US National Oceanic and Atmospheric Administration. Ma non tutti sono d’accordo. «Non sappiamo ancora come andrà a finire l’inverno, figuriamoci se è possibile prevedere che estate avremo», spiega a Lettera43 Alessio Grossi, meteorologo di Meteolive. «A parte qualche caso sporadico, tipo 2002, non ricordo estati senza caldo, anche senza scomodare anni “storici” come il 2003 (con la fusione fra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone tropicale africano). Pensiamo piuttosto alla possibile neve di metà gennaio al nord: quella non è affatto da escludere».
Cosa dice esattamente il Met Office? Il primo dato preoccupante riguarda la temperatura che secondo gli esperti anglosassoni aumenterà di 0,57 gradi rispetto ai 14 gradi standard del pianeta, riferibili alle registrazioni del trentennio che va dal 1961 al 1990. Le variazioni della colonnina di mercurio non saranno uguali in ogni parte del mondo: farà generalmente più caldo su tutta la superficie del pianeta, ma non è escluso che in rari angoli della Terra potrà addirittura fare più freddo. In ogni caso le oscillazioni della temperatura rifletteranno il range compreso fra 0,43 e 0,71 gradi. È un dato tutt’altro che trascurabile, considerato che, dal 1850 a oggi, c’è stato un aumento medio di mezzo grado e che anche una minima variazione di temperatura, è in grado di creare gravi scombussolamenti climatici su larga scala. Con le alte temperature avremo anche precipitazioni al minimo, con sporadici e violentissimi acquazzoni.
Perché farà così caldo? Ancora una volta gli scienziati puntano il dito sull’effetto serra, ossia l’incremento costante di anidride carbonica nel pianeta, a causa dell’attività antropica, comprendente l’utilizzo di combustibili fossili, la deforestazione tropicale, l’impatto industriale. Ne è convinto Dave Britton del Met Office, pur ammettendo che la CO2 non sia l’unico elemento in grado di spiegare l’aumento progressivo delle temperature. Recenti studi avrebbero addirittura affermato che non è poi così marcata la relazione fra anidride carbonica nell’aria ed effetto serra. Lo proverebbe il fatto che, nel corso delle varie ere geologiche, si sono avute percentuali di biossido di carbonio più elevate di quelle attuali, in concomitanza con fasi glaciali. Nel tardo Ordoviciano, per esempio, circa 440 milioni di anni fa, i valori della CO2 hanno raggiunto picchi elevatissimi, pur senza contemplare un aumento parossistico delle temperature.
Che sia dunque l’uomo o la natura a causare l’effetto serra, è certo che le previsioni del Met Office non fanno che confermare una tesi corroborata da tempo: la Terra si sta scaldando sempre più. Dal 1750 al 2000 la temperatura dell’emisfero boreale è aumentata di 1,1 gradi, con un’impennata dagli anni Novanta in poi. Si prevede un ulteriore aumento entro il 2040, arrivando a un grado in più rispetto al momento in cui l’uomo è stato in grado di “auscultare” i capricci del clima. Ed entro il 2100 si teme un incremento di altri 1,5 gradi. Se anche l’effetto serra dovesse placarsi entro la fine del secolo, c’è il rischio che i mari e gli oceani del pianeta possano crescere fra 0,5 e 4 metri. Un’ipotesi eclatante se si pensa che trenta delle più grandi città del mondo sorgono praticamente a livello del mare. Le alte temperature saranno la norma, così come l’incidenza di fenomeni estremi, come gli uragani e le alluvioni.

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