La creatività dei nottambuli


La creatività? Va di pari passo con l’abitudine a fare le ore piccole. È il risultato di uno studio condotto da esperti milanesi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, guidati da Marina Giampietro. 120 le persone coinvolte. Ognuna di esse è stata interrogata sulle proprie abitudini mondane. Così è stato possibile suddividere i volontari in tre gruppi: i serotini, i mattutini e gli intermedi. Mentre un altro test ha consentito di verificare le attitudini mentali dei partecipanti all’esperimento: sono stati valutati, per esempio, le capacità di elaborazione di concetti, la fluidità di pensiero, l’ingegnosità. Infine è emerso un dato incontrovertibile: le persone più originali, quelle più creative, quelle più “fuori di testa” sono quelle più abituate a scambiare la notte con il giorno. Secondo i ricercatori una persona che si abitua a vivere di notte, si abitua anche all’idea di non essere come tutti gli altri: in pratica diventa un eccentrico, un originale, anche senza volerlo. Cosicché, all’aumento della sua eccentricità, corrisponde un incremento della sua creatività e in generale di tutte quelle doti che riguardano l’estro e la fantasia umana. Non per niente molti grandi artisti ritengono la luce della luna molto più stimolante di quella del sole, una luce speciale, la luce dell’ispirazione.

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