Cinque minuti all'Apocalisse


Creato dagli studiosi del Bulletin of the Atomic Scientist della Chicago University al termine della Seconda guerra mondiale, "l'orologio dell'Apocalisse" segnala la distanza che ci separa da un conflitto nucleare che potrebbe provocare la fine del mondo. Se le lancette si spostano verso la mezzanotte, la catastrofe si avvicina, se retrocedono, significa che il pericolo sta diminuendo. Nei giorni scorsi il cosiddetto Doomsday Clock è stato spostato un minuto in avanti e ora segna le 23.55, a causa della scarsa adeguatezza delle decisioni politiche a problemi come la proliferazione nucleare e i cambiamenti climatici. Insomma, secondo questo parametro (cambiato in tutto venti volte), la fine si avvicina, e gli esperti spiegano il motivo di ciò: "In molti casi le promesse dei leader politici sono state disattese. Messi di fronte ai pericoli di proliferazione nucleare e dei cambiamenti climatici, oltre che al bisogno di trovare fonti di energia sicure e sostenibili, i leader mondiali hanno come al solito fallito nel cambiare politica". L'orologio della fine dei tempi ha raggiunto la sua massima distanza dalla mezzanotte nel 1991, in seguito alla fine della guerra fredda, con le lancette posizionate sulle 23.43; il punto più critico, invece, è stato registrato nel 1953, arrivando a segnare le 23.58: in quell'occasione gli USA avevano espresso il sì definitivo relativo alla decisione di continuare nelle ricerche per lo sviluppo della bomba all'idrogeno.

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