Gesù di Nazareth (o di Gamala?)


Si fa presto a dire che Gesù è nato in una grotta a Betlemme il 25 dicembre di 2011 anni fa. In realtà, non ci sono prove significative che confermino storicamente questi dati. Ci sono, però, molte indicazioni indirette, benché costantemente rimesse in discussione da biblisti e archeologi che cercano in tutti i modi di chiarire un mistero che, probabilmente, non si risolverà mai. Si può, in ogni caso, cercare di fare un po' di chiarezza sulla questione, provando a valutare le poche informazioni che abbiamo a disposizione, così da formulare se non una teoria definitiva, almeno qualche ipotesi attendibile. Betlemme, città della Cisgiordania, citata nella Bibbia quarantaquattro volte, situata a una decina di chilometri da Gerusalemme, è il centro che viene di solito messo in relazione con la nascita del messia: qui, peraltro, sorge la basilica della Natività. Ma cosa c'è di vero in questa affermazione? I vangeli di Matteo e Luca sono gli unici (con il protovangelo di Giacomo) a riferirsi esplicitamente alla nascita di Gesù e concordano sul fatto che il lieto evento, in effetti, sia avvenuto a Betlemme. Ma sono poco chiari su altri elementi, sollevando il dubbio che le loro tesi non siano poi così corrette come si vuole fare credere. Poco prima della nascita del messia, Matteo lascia, per esempio, intendere che la famiglia di Gesù abiti già a Betlemme da vario tempo. Luca, invece, ritiene che Maria e Giuseppe vi siano appena arrivati in seguito a un censimento ordinato da Cesare Augusto, che per semplificare la conta, comanda ai suoi popolani di raggiungere i rispettivi luoghi natii; sicché Giuseppe torna nel luogo in cui ha preso il via la sua stirpe, poiché discendente dal re Davide. Anche sulla questione del censimento augusteo, però, sussistono molte ombre; gli esperti, infatti, affermano che l'unica rilevazione statistica di cui si abbia notizia certa, è quella effettuata dal governatore della Siria Publio Sulpicio Quirinio nel 6 d.C.. In seguito, Erode spaventato dalle notizie fornitegli dai Magi, relative alla nascita del nuovo sovrano dei giudei, ordina di uccidere tutti i bimbi nati sotto i due anni: è la famosa strage degli innocenti. Ma Gesù scampa all'infanticidio di massa, perché un angelo indica alla famiglia di rifugiarsi in Egitto. Da qui tornano sui loro passi alla morte di Erode, facendo definitivamente tappa a Nazareth, mantenendosi, così, a debita distanza da Erode Archelao, assurto da poco al trono al posto del padre. E sancendo la veridicità della famosa profezia che, riferendosi a Cristo, dice: “Sarà chiamato nazareno”. 

Nazareth
Ma Nazareth, per molti storici, non è solo la meta della famiglia di Gesù di ritorno dall'Egitto, bensì il vero e proprio luogo di nascita del Creatore; così viene contraddetta l'opinione classica che lo voglia nativo di Betlemme. Peraltro molti storici si domandano come possa essere affidabile la nascita di Gesù in una stalla (o in una grotta), proprio nel paese di origine di Giuseppe, dove, in teoria, avrebbe dovuto avere qualche parente ben disposto a dargli ospitalità. In tal caso Betlemme sarebbe stata presa in considerazione solo in virtù della possibilità di dare conferma ad antichi vaticini, come quello contenuto nel Libro di Michea, secondo il quale il nuovo messia sarebbe nato nell'insediamento della valle di Jezreel. Un'ipotetica conferma di questa dissertazione emerge dal vangelo di Marco, che ignora completamente Betlemme, mentre parla chiaramente di “Gesù che venne da Nazareth di Galilea” e che dopo aver predicato “andò nella sua patria”. Lo affianca un passaggio di Luca nel quale, riferendosi come sempre al figlio di Dio, cita la frase “venne a Nazarà”, assurto della denominazione aramaica di Nazareth. Sposano questa tesi molti ricercatori. Ernest Renan, storico delle religioni vissuto nell'Ottocento, in Vita di Gesù, parlando dei vari evangelisti, scrive che “Gesù nacque a Nazareth”; per Mauro Pesce, professore di storia del cristianesimo presso l'Università di Bologna, in Inchiesta su Gesù, il luogo di nascita del verbo incarnato è “probabilmente Nazareth: l'impressione che danno i racconti dei vangeli di Marco, Matteo e Luca è che Gesù sia nato in Galilea, verosimilmente a Nazareth”; Charles Guigneberg, storico francese del cristianesimo, allievo di Renan, nella sua opera Gesù dice che “per Marco non vi è dubbio che Gesù sia nato a Nazareth: non si fa il nome della città, ma è certamente situata nella Galilea, perché questo è il paese in cui circola il messia nel momento in cui viene collocata la predicazione”. Ma anche a questo proposito dipanano varie e non sempre concordanti filosofie di pensiero. Come quella di Aviram Oshri, storico dell'Israeli Antiquities Authority che, sulla rivista Archaeology, asserisce che Gesù non può essere nato a Nazareth per il semplice fatto che al momento della sua venuta al mondo, la città non esisteva. Cavalcano questo modello gli studiosi che ricordano che la città non è menzionata nell'Antico Testamento, né nelle opere dello storico Giuseppe Flavio, o nel Talmud babilonese. Si parla, dunque, ufficialmente di Nazareth a partire dal Quinto secolo d.C. con i lavori di San Gerolamo. In ogni caso non ci sarebbe corrispondenza fra la Nazareth dell'antichità e quella odierna, perché ubicate in aree geografiche differenti. Secondo Oshri, Gesù, sarebbe pertanto nato a Betlemme, riportando in auge l'iconografia tradizionale. 

Betlemme, Basilica della Natività
Ma quale Betlemme? Stando infatti alle ricerche degli archeologici esistono due città con questo nome: la Betlemme di Giuda, narrata nei vangeli, e Betlemme di Galilea, collocabile sul confine con la tribù di Zabulon, nei pressi di Kyryat Tiv'on. L'archeologo punta, dunque, su quest'ultima località – oggi nominata Beth-Lehem-ha-Gellit, a dodici chilometri a nord-ovest di Nazareth – perché al tempo di Gesù, a differenza della città omonima, risultava un centro ricco e fiorente, più facilmente assimilabile a una località in grado di dare ospitalità agli stranieri, senza un posto dove andare a dormire. Molte ricerche, però, controbattono questa opinione, rifacendosi a una serie di scavi effettuati fra il 1992 e il 2003, da cui sono emersi i resti di di un complesso monastico del VI secolo, con una grande chiesa, distrutto nel 614. I ritrovamenti attesterebbero un importante luogo d'epoca bizantina, ma difficilmente riferibile alla Natività, per la mancanza di chiari riferimenti cristologici. Ci sarebbe, peraltro, da capire quale sia la data esatta di nascita del nazareno. Tradizionalmente ci rifacciamo, infatti, all'anno zero, tuttavia questa finestra temporale non è verosimile, poiché il regno di Erode termina 5 o 6 anni prima dello spartiacque storico. Con ciò è molto più probabile affermare che quello che stiamo per festeggiare non sia il duemilaundicesimo Natale della nostra storia, ma il duemiladiciottesimo, o giù di lì. Chiarito questo aspetto va anche ricordato che il 25 dicembre è una data assolutamente arbitraria, introdotta nel 336 d.C., in coincidenza con il giorno festivo del calendario romano dedicato al dies natalis del Sol invictus. Infine c'è una quarta città candidata ad avere udito il primo gemito del bambin Gesù: Gamala. Ne parla lo storico Giuseppe Flavio e lo scrittore russo Bulgakov che, nel suo celebre romanzo Il Maestro e Margherita, sollecitato da Pilato fa rispondere al suo Gesù che proviene da Gamala. Era una fra le più importanti città del Golan, storica regione della Siria, fra l'87 a.C. e il 67 d.C. Il suo nome, in ebraico, indica la gobba del cammello, assimilabile all'altura basaltica su cui sorgeva l'insediamento. Fu fondata dal sovrano Alessandro Ianneo (Alexander Yannaeus) nell'81 a.C. In seguito venne distrutta dai romani e mai più ricostruita. Oggi di essa rimangono poche tracce riportate alla luce durante una campagna di scavi archeologici negli anni '70. È stata identificata la strada principale che collegava il centro urbano con il territorio circostante, la strada per Gerusalemme, il vecchio muro di protezione (costruito in fretta e furia per far fronte alla belligeranza romana), la sinagoga di Gamala, gli edifici della gente comune distrutti dalle fiamme, e numerosi frantoi, dai quali si otteneva un olio prelibato. 

I resti di Gamala
Ma quali sono i motivi che spingono alcuni studiosi a dire che Gesù è nato a Gamala? Il primo dato al quale si appellano è quello relativo al fatto che rispetto a Nazareth, Gamala, durante il regno di Erode, è prospera e vitale. Sono poi riscontrabili i dirupi menzionati nel vangelo di Luca, dai quali Gesù rischia di essere gettato per predicare senza permesso; peraltro la città del Golan è molto più vicina a Cafarnao e al lago di Tiberiade, luoghi dove Gesù è solito proclamare. Contro questa possibilità, però, c'è chi afferma che la città non è mai citata nei vangeli e che, l'episodio evangelico della tentata aggressione ai danni del messia, può semplicemente essere ricondotto a un'altura nazarena presente a circa un paio di chilometri dalla città (raggiungibile in un'ora di cammino). C'è, però, chi si spinge ancora più in là, arrivando addirittura a supporre che Gesù, in realtà, non fosse altro che Giovanni di Gamala, personaggio del romanzo del XIX secolo For the Temple di George Alfred Henty. Ma qui, è certo, la storia perde completamente la sua attendibilità, a suffragio della molto più prosaica e stuzzicante immaginazione umana. 

I luoghi di Gesù

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