Capre a noleggio

Capre in affitto? Un'idea per tagliare il prato risparmiando, senza inquinare. Sta prendendo sempre più piede in USA, con qualche timido accenno anche in Italia... Ne parlo oggi su Lettera43:  capre a noleggio




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Per quanto originale possa sembrare, basta semplicemente scrivere una mail per avere tutte le informazioni che si vogliono e procedere, quindi, con "l'affitto" di un gregge più o meno nutrito di capre, per poi "rasare a zero" il prato di qualunque giardino, parco o ranch. Un'idea perfettamente in linea con i migliori dettami ecosostenibili che sta prendendo sempre più piede in USA, Canada e Australia per svariati motivi: le capre assolvono perfettamente il compito di tosaerba, non inquinano e permettono di risparmiare. E' sufficiente segnalare ai tecnici dell'impresa selezionata alcuni dettagli - come la grandezza del campo che s'intende far lavorare ai caprini e il tipo di vegetazione che contraddistingue l'area interessata dall'intervento - e il gioco è fatto. In ventiquattro ore i responsabili della ragione sociale intervengono per risolvere ogni richiesta. Perfino Google s'è affidato a duecento capre per falciare il prato che circonda il campus di Moutain View, in California, minacciato dagli incendi.
In Italia il noleggio delle capre è poco noto, ma esistono realtà come l'Azienda Agricola La Penisola, nei dintorni di Siena, che già da un paio di anni offre questa alternativa all'utilizzo dei tagliaerba tradizionali. Qui il servizio è rivolto anche a piccoli privati ed è addirittura possibile noleggiare una sola capra. "Negli ultimi anni siamo riusciti a creare una rete di squadre di capre addestrate che lavorano presso altre aziende, nei boschi, sugli argini dei fiumi e sui terreni incolti", dice Nora Kravis, responsabile dell'azienda senese. "Ma non è tutto rosa e fiori. Dobbiamo, infatti, fare i conti con il problema del lupo, che assale i nostri animali, anche in presenza di cani pastori, e l'indifferenza degli enti pubblici". Concettualmente simile l'operazione svoltasi a Torino, nel 2008, con l'"assunzione" da parte dell'Amministrazione di settecento pecore per ripulire i parchi di mezza città.
Rent-A-Ruminant nasce, invece, dalla lungimiranza di Tammy Dunakin, ingegnoso statunitense di Vashon Island, sobborgo di Seattle, nello Stato di Washington; che attraverso il suo sito (www.rentalruminant.com) si mette altresì a disposizione di chi desidera avere qualche ragguaglio in più in merito ai primi passi da compiere per avviare un fidato "noleggio di capre". Dunakin ha iniziato nel 2004 con dieci pecore e un cane pastore. "Non è stato facile", rivela, "tenuto conto del fatto che sono dovuto partire completamente da zero, spesso rischiando di compiere dei passi falsi". Oggi la sua proposta ha, però, ottenuto un grande successo. Sono specialmente i campus universitari, particolarmente attenti al fattore ambientale, a ingaggiarlo: Dunakin dispone un centinaio di animali, seguiti quotidianamente da veterinari esperti. La sua "casa" contribuisce, inoltre, alla salvaguardia delle specie domestiche: è, infatti, aperta anche alle capre che - destinate all'abbattimento, perché non più in grado di pascolare regolarmente - finiscono per iniziare una seconda vita fra i giardini delle università e delle famiglie americane. Ma com'è assolto concretamente il servizio?
"Nel momento in cui stabiliamo la proprietà sulla quale intervenire, compiamo un primo sopralluogo per indagare la qualità delle piante presenti, per non correre il rischio di avere a che fare con specie tossiche", dice Dunakin. "Poi cintiamo l'area, per evitare il contatto con altri animali e per impedire alle capre di uscire dal 'seminato'. Infine liberiamo i caprini, che portano a compimento il lavoro". Sessanta capre sono in grado di tagliare circa 10mila metri quadrati di terreno in tre, cinque giorni. I costi? Sicuramente più bassi di quelli necessari a sostenere operazioni simili, seguendo le procedure standard, che non concernano solo il taglio dell'erba, ma anche lo smaltimento del fieno, la compilazione di determinati permessi, e varie operazioni manuali. In media, per un trattamento "classico", con un coinvolgimento di cento capi, si spendono 170 euro al giorno.  


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