Animali preferiti: la simpatia batte la bellezza

C’è un sito web inglese che riporta, in rigorosa successione, gli animali preferiti dall’uomo, siano essi rappresentanti della classe tassonomica dei mammiferi, degli uccelli o perfino degli insetti. Tra i mammiferi, per esempio, l’animale preferito, è il cane. Tra gli uccelli l’aquila. Tra gli insetti la farfalla. Fin qui tutto bene. Ma poi, proseguendo nella graduatoria delle specie faunistiche più amate dall’uomo si scopre una cosa interessante: che non è la bellezza (o meglio non è solo la bellezza) a guidare la scelta di un animale, bensì qualche altro parametro che probabilmente ci sfugge. Se così non fosse non potremmo altrimenti spiegarci come mai, al terzo posto della classifica inglese, tra gli animali preferiti risulti il rinoceronte, un bruttino per antonomasia, mentre agli ultimi posti figuri un bellissimo animale come la gazzella. Così come non riusciremmo a capire per quale imperscrutabile mistero una libellula possa surclassare il battito d’ali di una coccinella, o un banale e pacchiano piccione, sopraffare l’eleganza e l’austerità di un albatross. Ora però uno studio condotto da scienziati americani ci aiuta a capire il perché di tutto ciò: spesso preferiamo un animale brutto a uno bello, semplicemente perché il primo ci è più simpatico, perché ha dei colori più sgargianti, addirittura perché ci ricorda le espressioni infantili di qualche nostro caro. Un risultato che potrebbe avere interessanti ripercussioni nell’ambito della salvaguardia delle specie più a rischio: avendo infatti l’uomo un potere assoluto sugli animali e la natura, questi può inavvertitamente contrastare la sopravvivenza di esemplari che gli piacciano poco, per facilitare quella di altri giudicati più degni del nostro affetto. Il biologo David Stokes dell’università di Washington ha concentrato i suoi sforzi sui pinguini, simpatici animali che abitano le estreme terre del sud. 17 le specie prese in esame da Stokes. Tra le più importanti ricordiamo: il pinguino Imperatore che raggiunge il metro di altezza, e si riproduce Antartide; il pinguino reale, molto simile all’Imperatore, ma di taglia nettamente più piccola; il pinguino di Adelia, riconoscibile per il caratteristico becco accorciato, e capace di digiunare per sei settimane; il pinguino di papua, il più veloce di tutti a nuotare; i pinguini crestati, che arrivano addirittura a nidificare sulle coste della Nuova Zelanda. Il lavoro, pubblicato sull’edizione online del giornale Human Ecology, mostra in cima alla classifica dei pinguini preferiti dall’uomo i pinguini Imperatore (i famosi protagonisti del film “La marcia dei pinguini”) e i loro cugini i pinguini reali. A seguire ci sono i pinguini crestati. In fondo alla graduatoria risultano a sorpresa i pinguini di Adelia, la specie probabilmente più familiare e conosciuta dall’uomo. Da qui la domanda che pare ovvia: come si fa a preferire un pinguino Imperatore a un pinguino Adelia? Ecco la risposta. Secondo i ricercatori i pinguini Imperatore piacciono di più non perché sono più belli degli altri, ma semplicemente perché sono contraddistinti da colori più vivi, vivaci, appariscenti. In particolare questi ultimi, rispetto ai pinguini di Adelia, presentano delle sfumature cromatiche molto più calde sul collo e sulla testa: colori che vanno dal rosso al giallo intenso e che evidentemente riescono a influenzare il parere critico dell’uomo, più del nero cupo del capo di un pinguino Adelia. Infine gli studiosi hanno notato che non sono solo i colori a determinare le nostre preferenze. Altrettanto importanti sono le espressioni facciali, soprattutto quelle in qualche modo riconducibili a quelle dei neonati umani. A tal proposito l’esempio più spiccio è fornito da molti esemplari di primati, dagli scimpanzè ai babbuini, dai gorilla agli orango: le loro facce buffe, il loro frequente strabuzzare gli occhi o ridere sguaiatamente, ci riporta alla mente il fanciullo che per la prima volta vede qualcosa di nuovo. Non per niente preferiamo le scimmie ad animali esteticamente più belli come il leone, il lupo e il delfino.

BOX (tratto da: www.misterpool.com)

Insetti preferiti: farfalle (17%), libellule (14%), cavallette (8%), coccinella (8%), mantide religiosa (8%), formiche (4%), insetto stecco (3%), calabrone (3%), locusta (1%), mosca (0%).

Uccelli preferiti: aquile (4%), gufo (3%), falco (3%), colibrì (3%), oca (2%), colombo (2%), cigno (2%), parrocchetto (2%), pellicano (1%), albatross (o%).

Mammiferi preferiti: cane (14%), cavallo (10%), rinoceronte (10%), tigre (10%), gatto (7%), scimmia (5%), leone (3%), lupo (3%), delfino (2%), volpe (1%). Agli ultimi posti: l’opossum, il tapiro, lo scimpanzè, la gazzella, il bufalo.

(Pubblicato su Libero il 2 febbraio 07)

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