I capelli? Sono cresciuti grazie al fuoco

Quanti capelli ci sono in media sulla testa di un uomo? Dipende. Dipende innanzitutto dal colore dei capelli. I biondi sono quelli che ne hanno in media più di tutti gli altri: circa 140 mila. A seguire ci sono i mori (105 mila), e i rossi (90 mila). Sono solo alcuni dei dati raccolti da studiosi americani per riuscire a rispondere una volta per tutte al seguente quesito: perché l’uomo è l’unica specie dotata di capelli? Due le ipotesi principali. La prima riguarda una mutazione del gene FGF5. Quest’ultimo codifica una proteina coinvolta nel processo che arresta lo sviluppo dei capelli. Ebbene gli scienziati Glenn Conroy e Arthur Neufeld, su un articolo apparso sulla rivista Evolutionary Anthropology, spiegano che questa mutazione nell’uomo moderno non è più attiva come lo era primitivamente. E dunque la sua minore azione sarebbe alla base di una crescita “illimitata” dei capelli. Altra possibilità: è quella concernente il gene Phi-hHaA. Questo gene, nell’uomo, è diverso da tutti gli altri presenti nei primati legati alla cheratina, principale costituente dei capelli. In pratica, dicono gli specialisti, il gene in esame, deve aver subito una mutazione circa 240mila anni fa, in contemporanea con la scoperta del fuoco. Questa piccola modifica dell’assetto genetico umano avrebbe portato alla perdita della peluria e all’acquisizione dei capelli. Giunti fin qui la domanda che ci si pone è un’altra: ma perché l’uomo ha perso la peluria a scapito dello sviluppo di folte chiome? Secondo gli esperti sono diversi i vantaggi derivanti da un ridimensionamento della peluria a favore dei capelli. In primo luogo i peli facilitano il contatto con i parassiti. In secondo luogo peggiorano la termoregolazione. Dunque non ci vuole molto a capire: con il fuoco non fu più necessario un folto pelo per mantenere il corpo al caldo, mentre si fece presto largo la necessità di tenere a debita distanza pidocchi e zecche, e di sudare adeguatamente per un buon equilibro idrosalino. Ma perché i capelli? I capelli divennero importanti per tutt’altri motivi: innanzitutto per facilitare l’accoppiamento. Dei capelli tenuti in un certo modo erano un simbolo di bellezza e quindi facilitavano gli incontri tra potenziali partner. Al contrario i capelli acconciati male e sporchi non venivano presi in considerazione. Secondo punto: pensiamo al valore che hanno avuto i capelli nella storia. Pensiamo per esempio alle parrucche settecentesche, ma anche agli esponenti di certi movimenti sociali del tardo Novecento, legati soprattutto alla musica: i rockabilly, i figli dei fiori degli anni Sessanta, i rappresentanti del movimento punk degli anni Settanta. Vediamo che in ognuno di questi casi la capigliatura ha permesso di comunicare al prossimo un certo livello sociale, un certo stile di vita, una certa filosofia. Anche in epoca primitiva fu la stessa cosa: i capelli ebbero la meglio sui peli perché consentirono di rendere noto all’altro, al nuovo venuto, alla nuova tribù, il proprio rango, il proprio ceto di appartenenza.

(Pubblicato su Libero il 21 febbraio 07)

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