La sera ha l'oro in bocca

Chi dorme non piglia pesci. Così ci dicevano i nostri nonni, alludendo all’importanza di alzarsi presto la mattina per iniziare a lavorare prima e sfruttare al meglio le ore di luce. Evidentemente non avevano tutti i torti. Ma oggi, contemporaneamente allo sviluppo tecnologico che ci consente di lavorare 24 ore su 24, sarà ancora vero questo detto? Secondo un team di ricercatori belgi la risposta è no. Questo modo di pensare non avrebbe più molto valore, anzi, probabilmente sarebbe vero il contrario: si vive meglio andando a letto tardi e alzandosi quando il sole è già alto da un pezzo. I ricercatori dell’università di Liegi, guidati da Philippe Peigneux, hanno selezionato due campioni di volontari: il primo, rappresentato dalle ‘allodole’, uccelli mattinieri, individui abituati ad andare a letto subito dopo il tramonto e di conseguenza a svegliarsi all’alba; i secondi, comprendente ‘i gufi’, tipici rapaci notturni, soggetti che invece non riescono ad addormentarsi se non a notte fonda, e che si svegliano tardi. Ai membri dei due gruppi è stato chiesto di coricarsi per la notte al solito orario: in media i mattinieri andavano a letto 4 ore prima dei nottambuli. A questo punto i ricercatori hanno analizzato i cervelli di entrambi i gruppi alle prese con esercizi cognitivi e mnemonici durante due momenti della giornata: al risveglio e dopo dieci ore dall’inizio del giorno. In questo modo hanno scoperto che le allodole e i gufi hanno le stesse potenzialità cognitive e mnemoniche appena svegli, ma non quando è da dieci ore che sono in piedi, pur avendo dormito le stesse ore. Benché il motivo non si ancora stato chiarito, solo le persone che si alzano tardi la mattina - perché sono andate a letto in piena notte - hanno ancora la mente fresca e lucida, in grado di ragionare, mentre gli altri cominciano a dare segni di cedimento, stanchezza e confusione. “Durante le sessioni serali i nottambuli erano meno addormentati e tendevano a performance più veloci rispetto ai mattinieri – spiega Peigneux. Inoltre è emerso che, mediamente, i gufi guadagnano più degli altri: evidentemente la maggiore efficienza mentale dei nottambuli si ripercuote positivamente anche in ambito lavorativo. Fra i celebri nottambuli si possono ricordare Charles Darwin, Hitler e Wiston Churcill; fra le allodole America Ferrara (Ugly Betty), Benjamin Franklin e Charles Aznavour. Secondo i ricercatori la divisione fra allodole e gufi risale all’età della pietra, quando gli uomini si dividevano in due categorie: quelli che si alzavano presto la mattina per andare a caccia, e quelli che invece andavano a letto tardi perchè il loro compito era fare la guardia. In ogni caso la tendenza ad alzarsi presto o tardi la mattina è scritta nel nostro Dna, come conferma uno studio diffuso recentemente da esperti dell’Università di Leiden, in Olanda. Gli studiosi hanno confrontato l’andamento delle temperature corporee di mattinieri e nottambuli durante le 24 ore, scoprendo che chi tende ad alzarsi presto al mattino ha l’orologio biologico in avanti di due ore rispetto a chi preferisce fare le ore piccole. Questo meccanismo fisiologico - alla base del ritmo circadiano, che regola l’alternanza sonno-veglia - è stato individuato in due piccoli gruppi di cellule cerebrali, i cosiddetti nuclei suprachiasmatici. Il compito di queste cellule è inviare segnali chimici all’organismo in modo che alcune funzioni vitali (come il battito cardiaco, la secrezione ormonale e la temperatura corporea) siano adeguatamente sincronizzate sull’ora del giorno o della notte. Infine alcuni ricercatori ritengono che la tendenza ad andare a letto presto o tardi dipenda anche dall’ora di nascita. Chi nasce verso mezzanotte tenderà ad andare a letto presto e quindi ad essere un allodola. Chi invece nasce intorno a mezzogiorno dovrebbe amare far tardi la sera, come un autentico gufo.
(Pubblicato su Libero il 26 aprile 09)

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