Stop ai trapianti, il vecchio cuore basterà

Vincere la insufficienza cardiaca grave è possibile solo con un trapianto cardiaco. Ma oggi grazie al lavoro di medici dell’Imperial College e del Brompton Hospital di Londra si può pensare seriamente di mantenere in vita anche pazienti destinati alla sostituzione dell’organo cardiaco. Ce ne parlano gli scienziati anglosassoni sulle pagine della rivista New England Journal of Medicine. Gli studiosi quattro anni fa hanno coinvolto 15 giovani colpiti da grave insufficienza cardiaca: la loro vita era appesa a un filo e solo un trapianto avrebbe potuto salvarli dalla morte. Tuttavia i medici inglesi hanno tentato una strada diversa. Una strada che nell’88 percento dei casi si è rivelata efficace. Gli esperti hanno trattato i pazienti malati di cuore con una pompa cardiaca (collegata all’aorta e al ventricolo sinistro e a una batteria esterna) con un cocktail di farmaci specifico in grado di vincere l’atrofia del muscolo miocardico. Il risultato è stato stupefacente. Undici dei quindici pazienti trattati hanno recuperato la funzione cardiaca e a otto di essi è stata rimossa la pompa cardiaca dopo un anno dal test. Risultato: otto sono ancora in buone condizioni di salute, quattro hanno dovuto sottoporsi a trapianto e tre sono deceduti a causa di complicazioni. Prima di questo esperimento si erano già ottenuti interessanti risultati con la sola applicazione della pompa cardiaca: attualmente le pompe cardiache che aiutano il ventricolo sinistro a pompare sangue per l’organismo hanno raggiunto livelli di perfezione assoluta. Ma di solito questo sistema viene impiegato solo per chi è in attesa di trapianto: in sostanza la pompa cardiaca funge esclusivamente da ponte temporaneo tra lo stato di insufficienza cardiaca cronica e l’innesto di un organo nuovo. Per conseguenza il successo della nuova terapia è in gran parte dovuta ai farmaci e consentirebbe di sopperire alla carenza perenne di organi. Le medicine impiegate per aiutare il cuore a riprendere la sua funzionalità sono gli ace-inibitori, i sartani, i diuretici e i beta-bloccanti. Sono tutti farmaci impiegati di consueto per tenere sotto controllo l’ipertensione. Gli ace-inibitori bloccano l’enzima che converte l’angiotensina I in angiotensina II, ormone legato alla sclerosi dei vasi. I sartani sono antagonisti dell’angiotensina II. I diuretici aiutano ad eliminare i liquidi corporei abbassando il carico ai danni delle arterie. Infine i beta-bloccanti, sono antagonisti della noradrenalina e servono a ridurre il battito cardiaco.

(Pubblicato su Libero il 17 novembre 06)

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