Un boomerang disastroso: usare i figli per farsi la guerra

Si chiama Memocarnet ed è un diario indirizzato esclusivamente ai figli di genitori divisi. Stando infatti alle statistiche relative al mondo occidentale i bambini di mamme e papà separati o divorziati sono in numero sempre maggiore, e dunque è necessario adottare degli stratagemmi per facilitare la loro esistenza. Se fino a una decina d’anni fa il fenomeno dei bambini con alle spalle genitori divisi era raro, oggi è quasi la norma: solo in Italia sono più di un milione i bimbi in questa situazione. L’agenda per i figli divisi nasce in Francia quest’anno. In essa non c’è solo lo spazio per memorizzare i compiti, le lezioni, l’andamento scolastico, ma anche quello riservato alle generalità dei genitori: indirizzi civici, numeri di telefono. Il calendario settimanale si divide in due spazi, uno per ciascun genitore. E alla fine del diario ci sono anche delle pagine bianche per lasciare messaggi all’ex-coniuge. Non è solo però con un diario che si intende andare incontro a figli di genitori divisi. Già da tempo molti psicologi e psichiatri internazionali parlano della necessità di curare questi bambini, quelli in particolare vittime della cosiddetta “sindrome da alienazione genitoriale” (Parental Alienation Sindrome). Di cosa si tratta? Il riferimento è al lavaggio del cervello che uno dei due genitori, di solito quello che vive con il bimbo, fa alla propria creatura. Nel caso di una mamma, questa dice, per esempio, che papà è cattivo, che non vuole bene alla mamma e ai figli, che non sa tenere una famiglia. Quando scatta l’allarme? Quando in un piccolo è evidente il totale rifiuto del padre o della madre, senza che vi sia stata alcuna mancanza o comportamento scorretto da parte del genitore respinto. Dunque in questi casi l’unico colpevole è chiaramente il genitore che inculca idee false nel cervello del figlio, che a lungo andare possono provocargli malesseri di varia natura. Infine il male subito da un bambino posto tra due fuochi si ripercuote anche sul genitore emarginato. Quest’ultimo rimane all’inizio interdetto di fronte alla volontà di allontanamento dimostratagli dai figli e nella sua posizione di debolezza, passa dalla rabbia, alla protesta, alla confusione e alla depressione. Successivamente molti genitori bersaglio finiscono per desistere nei loro tentativi di vedere i figli per riuscire a mantenere una relazione d’intimità. Questo è un grave danno, dicono gli psicologi, poiché in seguito, nell’eventuale processo di riavvicinamento voluto da figli ormai grandi, subentrano altri problemi: il padre non riconosce più chi ha messo al mondo e viceversa.

(Pubblicato su Libero i 20 febbraio 07)

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