L'arca di Heathrow

Cani, gatti, leoni, tigri, scimmie del Madagascar, un drago di Komodo, e poi un’infinità di pesci, uccelli, invertebrati. Non stiamo parlando di qualche zoo o parco faunistico, ma di un grosso edificio presso l’aeroporto di Heathrow, in Inghilterra, divenuto nel tempo un vero e proprio centro di accoglienza di animali provenienti da tutto il mondo e appartenenti a ogni specie immaginabile. L’Animal Reception Centre, questo il suo nome, è attivo da 31 anni (precedentemente era noto come la stazione di quarantena degli animali) e per ore, giorni, mesi o addirittura anni ospita animali in arrivo da Paesi stranieri. “Qui è un continuo via vai di animali – spiega Bob Wingate, a capo della struttura -. Con cani e gatti abbiamo anche orsi, polipi giganti, elefanti, alpaca, serpenti, scorpioni, topi. L’unico animale che non abbiamo mai ospitato in oltre trent’anni di storia è la giraffa il cui trasporto, come si può immaginare, è tutt’altro che semplice”. Dall’Animal Reception Centre transitano ogni anno centinaia di migliaia di animali. Non solo specie domestiche, ma anche e soprattutto specie commerciali, che vengono poi indirizzate a zoo, riserve naturali o negozi. Molte volte si verificano anche traffici illeciti di specie protette: secondo il Wwf vi è un importante e pericoloso commercio che viene alimentato da collezionisti specializzati nelle specie più rare e particolari. Secondo le prassi aeroportuali ogni animale che giunge in un aeroporto viene visitato da un’equipe di veterinari, dopodichè, se l’animale sta bene, può proseguire nel suo viaggio. I problemi subentrano quando l’animale ha qualche malanno. In tal caso viene messo in quarantena. Gli aeroporti italiani, però, sono privi di aree in grado di ospitare specie faunistiche in quarantena ed è per questo che non abbiamo casi analoghi a quello di Heathrow. “Gli animali che transitano da Malpensa si fermano al massimo per qualche ora – spiegano i veterinari dell’aeroporto milanese. All’ARC, invece, è davvero come entrare in uno zoo a tutti gli effetti, popolato dalle specie più strane. “Gli animali vengono trattati con grande cura – dice un ispettore del centro -. Le casse entro le quali vengono sistemati sono comode e molto spaziose. Consentono all’animale di stare in piedi, sedersi, camminare”. Lo scorso anno il centro ha ospitato più di 11mila gatti e cani, 331mila uccelli, 40milioni di invertebrati e 37milioni di pesci. Alcuni animali sostano in aeroporto solo per qualche ora, altri invece si fermano per molto tempo. È il caso di Paddi, un triste Labrador nero, proveniente da Oslo - solo una renna peluche a fargli compagnia - destinato a sei mesi di quarantena presso l’ARC. Varcata la soglia del centro la prima cosa che colpisce è un chiasso incredibile. I cani abbaiano e guaiscono, i gatti miagolano, i pappagalli gridano, le scimmie del Madagascar saltellano di qua e di là, i lupi ululano, e ogni pochi minuti fischia un campanello per avvisare dell’arrivo di “cinque gatti”, “otto vaschette di pesci”, o di una “dozzina di furetti”. L’unico a mantenere una certa calma è un drago di Komodo che sbatte pigramente la coda contro la cassa in legno che lo protegge. Arriva dal SudAfrica ed è appena atterrato dopo 12 ore di volo.

(Pubblicato su Libero il 28 aprile 09)

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