Cinquant'anni con gli scimpanzé


Jane Goodall è un'etologa e antropologa inglese, nata a Londra nel 1934. Studia da 50 anni gli scimpanzé e si occupa della protezione dei primati in varie località mondiali. Dirige l'organizzazione Jane Goodall Institute, da lei fondata nel 1977. Nel 2010 ha ricevuto da Rita Levi Montalcini il Colombe d'Oro, premio giornalistico per la pace.

Dicembre 10, unito.it
HA RICEVUTO MOLTE ONORIFICENZE FRA CUI IL PREMIO GANDHI KING PER LA NON VIOLENZA. IN CHE MODO LA TUTELA DELL'AMBIENTE E LA SALVAGUARDIA DEGLI ANIMALI PROMUOVE LA PACE?
Se si continua a sfruttare inadeguatamente la natura, arriveremo ad avere pochissimi spazi idonei al soddisfacimento delle nostre necessità. Ci ritroveremo quindi a lottare per l'ultima goccia di acqua o per l'ultimo fazzoletto di terra, innescando continui conflitti.
GLI SCIMPANZÈ SONO PIÙ UMANI DI NOI?
Gli scimpanzé non sono più umani di noi, ma sono come noi. Il momento più scioccante è stato rendermi conto che anch'essi presentano tratti aggressivi e comportamenti violenti. Allo stesso modo, però, come l'uomo, danno grande importanza alle cure parentali che proseguono fino all'età adulta.
COSA È CAMBIATO IN MEZZO SECOLO NEL RAPPORTO FRA UOMO E NATURA?
Abbiamo capito che non siamo noi gli unici a provare emozioni, sensazioni e piaceri. Con ciò è cresciuta la consapevolezza della necessità di rispettare ambiente e animali.
LE CAUSE PRINCIPALI DEL RISCHIO ESTINZIONE DEGLI SCIMPANZÈ.
Riscaldamento globale e commercio della carne.
Luglio 09, Fetchdog.com
GLI SCIMPANZÈ HANNO AVUTO UN RUOLO IMPORTANTE NELLA SUA VITA, MA COSA PUÒ DIRE DEI CANI, LA SPECIE CHE CONVIVE PIÙ DA VICINO CON L'UOMO?
Ci deve essere stata una relazione simbiotica tra i lupi, da cui discendono tutti i cani, e i nostri primi antenati. Gli esseri umani andavano a caccia, i lupi ricevevano del cibo e in cambio proteggevano l’uomo da altri predatori, per esempio dagli orsi. Ci sono sempre più prove dello stretto legame che esisteva un tempo tra lupi e i nativi d’America, ma anche con i primi abitanti della nazione. A quanto pare questa relazione si è tramandata.
QUAL È IL PRIMO CANE DI CUI HA RICORDO?
I miei genitori avevano Peggy, un bull terrier bianco. L’adoravo. Il postino invece no. Ne era terrorizzato. Gli mordeva i pantaloni – probabilmente per proteggermi - e la mamma doveva ricomprargliene di nuovi. Alla fine l’abbiamo data via ed è divenuta la mascotte viziata e adorata di un reggimento britannico.
Novembre 10, New York Times
A LUGLIO FESTEGGERÀ IL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DEL SUO ARRIVO ALLA RISERVA. QUANDO È STATA QUI PER LA PRIMA VOLTA, NEL 1960, POTEVA IMMAGINARE QUELLO CHE SAREBBE SUCCESSO?
Certamente no. Ero una normale ragazza inglese, senza particolari titoli e Louis Leakey mi concesse la meravigliosa opportunità di vivere con gli animali che più ci assomigliano. Allora non esistevano studi a lungo termine condotti sulle grandi scimmie. Quello più lungo era di George Schaller che aveva studiato i gorilla di montagna per un anno.
LOUIS LEAKEY PENSAVA CHE LA VOSTRA RICERCA DOVESSE DURARE ALMENO DIECI ANNI.
All'inizio ero inesperta e ritenevo che tre anni sarebbero stati sufficienti. Ma più cose imparavo sugli scimpanzé e più mi accorgevo che c’era molto altro da imparare, fino a che non ho più potuto fermarmi.
ALL'EPOCA DELLA SUA SCOPERTA SULL'USO DI STRUMENTI IL DOTTOR LEAKEY DICHIARÒ : «DOBBIAMO RIDEFINIRE IL CONCETTO DI UOMO, QUELLO DI STRUMENTO, O ACCETTARE GLI SCIMPANZÈ COME ESSERI UMANI». È MAI ACCADUTO?
No, non è mai accaduto. Ogni volta che qualcuno ha dimostrato che lo scimpanzé era in possesso di caratteristiche che si ritengono un’esclusiva peculiarità umana è saltato fuori uno scienziato o un religioso che diceva che era impossibile.
È UNA QUESTIONE ILLOGICA.
Per anni gli scimpanzé sono stati utilizzati nell’ambito della ricerca medica a causa della loro somiglianza con gli esseri umani. La scienza si è servita di loro non solo per studiare le malattie del corpo ma anche quelle della mente, come la depressione. Tuttavia una parte della scienza è ancora riluttante ad ammettere somiglianze mentali.

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