LA (RIN)CORSA DI LUCY

Due giorni fa parlavamo dell'abilità di un gorilla in grado di camminare bipede come un uomo. Oggi, invece, abbiamo la conferma che anche le forme australopitecine vissute milioni di anni fa possedevano la capacità di muoversi come l'Homo sapiens. La conferma arriva da uno studio pubblicato dalla rivista Science. Gli esperti dell'Università del Minnesota hanno concentrato le loro attenzioni sull'osso di un piede di un ominide appartenente al gruppo degli Australopithecus afarensis e hanno così potuto constatare che probabilmente gli antenati dell'Homo sapiens cominciarono a camminare un milione di anni prima di quanto ritenuto finora. I ricercatori hanno analizzato un piccolo osso di metatarso, la struttura che collega le dita alla base del piede: il reperto scheletrico, in ottime condizioni, è stato scoperto in Etiopia, ad Hadar, la località battezzata anche ''il sito della prima famiglia'' perché ospita la più ricca concentrazione di fossili di Australopithecus afarensis, con almeno 250 campioni riconducibili ad almeno 17 individui. Lucy, il famoso reperto fossile, risalente a 3,2 milioni di anni fa, era quindi in grado di correre e saltare come un uomo moderno: «Sapere che Lucy e i suoi parenti avevano i piedi arcuati cambia molte delle cose che sappiamo su di loro, per esempio dove vivevano, come mangiavano e come evitavano i predatori», ha rivelato la coordinatrice della ricerca, l'anatomista Carol Ward, dell'Università del Missouri. «Lo sviluppo di piedi arcuati è stato un cambiamento fondamentale e dimostra che i nostri antenati avevano definitivamente abbandonato la vita sugli alberi». I paleontologi affermano che ora la transizione dalla vita arboricola a quella terrestre è da ricondurre all'ominide più antico, l'ardipiteco vissuto circa quattro milioni di anni fa.

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