DOMANDE RADIOATTIVE

Quali sono le radiazioni nocive per l'uomo?

Sono soprattutto quelle "ionizzanti". Queste radiazioni (in rosso nel grafico) sono rappresentate dai raggi x e dai raggi gamma: possono provocare la rottura dei legami chimici del DNA, predisponendo a mutazioni genetiche nell'individuo e all'insorgenza di gravi patologie.

Quante sono le centrali nucleari in Europa?

Sono 195 le centrali nucleari oggi attive in Europa. Tredici sono collocate a meno di 200 chilometri dai nostri confini. Le province italiane esposte a maggior rischio, secondo l'Agenzia Nazionale per la protezione ambientale, sono Cuneo, Torino, Aosta, Varese, Sondrio, Bolzano, Udine e Trieste.




Da quanti punti è composta la scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (INES)? Si possono fare degli esempi?

1. Anomalia. Qualsiasi violazione dei limiti operativi in un impianto nucleare.
2. Guasto. Atucha, Argentina, 2005: gli addetti furono esposti a un livello di radiazioni superiore al limite annuo.
3. Guasto grave. Sellafield, Gran Bretagna, 2005: una massa consistente di rifiuti radioattivi fuoriuscì da una tubatura incrinata dentro un impianto di contenimento secondario. Nessuna radiazione fu rilasciata nell'ambiente, e non ci furono feriti.
4. Incidente con conseguenze locali. Tokaimura, Giappone, 1999: le scorie raggiunsero una massa critica, causando una fissione che espose gli addetti alla radiazione. Due le vittime. (La prima valutazione per l'incidente nucleare di questi giorni n Giappone).
5. Incidente con conseguenze significative. Three Mile Island, USA, 1979: parziale fusione nucleare del "nocciolo" del reattore.
6. Incidente grave. Kryshtym, Unione Sovietica, 1957: l'esplosione di un serbatoio di scorie di alto livello rilasciò materiale radioattivo nell'ambiente. (Seconda valutazione per l'incidente nucleare di questi giorni in Giappone).
7. Incidente catastrofico. Chernobyl, Unione Sovietica, 1986: rilascio esteso di materiale dal nucleo del reattore con gravi conseguenze sulla salute e sull'ambiente.



Cosa diceva il decalogo del Ministero della Sanità rilasciato in Italia il 1 maggio 1986, all'indomani del disastro nucleare di Chernobyl?

Evitare di consumare vegetali a foglia larga e frutta
Non esporsi alla pioggia
Non bere acqua piovana o di serbatoio
Evitare che i bambini giochino all'aperto
Lasciare le scarpe sull'uscio di casa
Non consumare latte fresco
Lavare spesso le mani ed il volto
Lavare i capelli dopo l'esposizione alla pioggia
Lavare gli indumenti usati all'esterno
Spolverare con frequenza i locali domestici

Il reattore di Chernobyl

La radioattività è presente anche in natura?
Sì. Esiste una emissione naturale e continua in qualsiasi parte del Pianeta non prodotta dall’uomo. Si chiama “fondo di radioattività naturale” ed è una fonte di radiazioni ionizzanti dovuta a cause naturali, di origine terrestre come gli isotopi radioattivi di elementi naturali contenuti nella crosta terrestre, sia di origine extraterrestre per via della radiazione cosmica.

A quanto equivale l’assorbimento “naturale”?
La media mondiale della dose di radioattività assorbita da un essere umano è pari a 2,4 millisievert (mSv) per anno, ma varia da luogo a luogo.

Cos’è il sievert?
Il sievert è l’unità di misura dei raggi assorbiti dai tessuti umani: equivale a 1.000 millisievert, parametro di riferimento per stabilire i livelli di contaminazione.

Si corrono pericoli a mangiare pesce crudo proveniente dal mare del Giappone?

Nessun rischio. Di solito il pesce crudo che arriva sulle nostre tavole non è di provenienza giapponese. Ma anche fosse, occorre parecchio tempo prima che attraverso la catena alimentare le sostanze inquinanti si accumulino passando dal plancton ai molluschi e ai piccoli pesci fino a concentrarsi in pesci di grandi dimensioni come i tonni e gli squali.


Se il nocciolo dei reattori di Fukushima dovesse fondere, la radioattività emessa potrebbe raggiungere anche l'Italia?

La distanza del Giappone è tale che anche una grossa quantità di materiale radioattivo (gas e polveri) si disperderebbe nell’atmosfera fino a diventare quasi inoffensiva prima di raggiungere l’Italia.

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