Il cervello di una persona creativa funziona come quello di uno schizofrenico

Da sempre si parla del rapporto fra genio e pazzia. Oggi c'è anche la prova scientifica. Degli studiosi hanno, infatti, visto che per alcuni versi il cervello di una persona creativa funziona come quello di uno schizofrenico. In particolare gli esperti dell'Istituto svedese Karolinska hanno verificato che pittori (nella foto Picasso), musicisti, e scrittori, presentano spesso una carenza dei recettori del neurotrasmettitore dopamina in corrispondenza del talamo, area cerebrale che fa da filtro alle informazioni dirette alla corteccia cerebrale. Quando questo filtro funziona male, il cervello smette di funzionare come dovrebbe, "liberando" la creatività. In altre occasioni s'è messo in relazione il disturbo da attacchi panico con la "genialità". In questo caso è emerso che le persone soggette a DAP, presentano una creatività superiore alla norma. Gli psicologi ritengono il disturbo da attacchi di panico una vera e propria porta verso ciò che Jung chiama il "Sé", verso una comprensione e una accettazione più ampia di noi stessi. Alla luce di ciò accade frequentemente che dopo un attacco di panico - o un periodo di ansia parossistica - si abbia un'esplosione di creatività e gioia di vivere apparentemente incomprensibili. Altri scienziati hanno invece considerato la creatività in rapporto con il DDAI, Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Qui il riferimento è a bimbi(ma anche adulti) sempre in movimento, ma incapaci di soffermarsi sui particolari, condizione che rende difficoltoso l'apprendimento, pur consentendo slanci creativi notevoli. Una ricerca condotta presso il Trinity College di Dublino ha evidenziato che questa teoria è vera soprattutto per le forme lievi di DDAI. Secondo Michael Fitgerald, chi soffre di questa malattia, è anche caratterizzato da un'intelligenza mediamente superiore alla norma. "Gli individui con deficit di attenzione e iperattività presentano i sintomi tipici di disattenzione, ma possono anche avere una capacità di iper-attenzione su argomenti ristretti che per loro sono di particolare interesse", spiega Fitgerald. In alcune circostanze, però, la creatività viene sostituita da comportamenti borderline, anticamera di tossicodipendenza e criminalità.

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