L'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull potrebbe provocare un'estate più fredda del normale

Le ceneri del vulcano del ghiacciaio di Eyjafjallajokull, in Islanda, potrebbero influire sul clima della Terra se raggiungeranno la stratosfera. In tal caso rischiamo di andare incontro a un'estate più fredda del normale. È il parere di uno scienziato austriaco, secondo il quale il fenomeno potrebbe avere un “effetto refrigerante perché ridurrà la radiazione solare”. Dello stesso avviso anche il meteorologo italiano Paolo Ernani, convinto che il raffreddamento provocato dalle ceneri del vulcano islandese potrebbe sommarsi a quello determinato dal notevole numero di precipitazioni nevose avvenute nell'ultimo inverno e alla riduzione delle macchie solari. “Nube di cenere, nevosità e diminuzione delle macchie solari potrebbero insieme creare una tendenza contraria al riscaldamento del pianeta”, rivela Ernani. L'imminente futuro del clima in Europa dipenderà dunque dall'azione dei venti, che potrebbero realisticamente creare un sottilissimo strato di particelle sull'emisfero settentrionale, tale da impedire il normale passaggio dei raggi solari. “Mai visto nulla di simile”, ha dichiarato ieri Vihjalmur Eyjolfsson, un agricoltore di 86 anni, proprietario dei terreni che sorgono in prossimità del ghiacciaio Eyjafjallajokull, sotto il quale è cominciata l'eruzione pochi giorni fa (14 aprile). Gli esperti fanno riferimento a una situazione analoga, verificatesi con l'esplosione del vulcano Krakatoa nel 1883, perfettamente documentata, che immise nell'atmosfera miliardi e miliardi di tonnellate di pulviscolo e di fumi, provocando un abbassamento medio delle temperature di mezzo grado. "La più grande eruzione mai verificata in Islanda, invece, è quella del vulcano Laki, nel 1783", raccontano i tecnici dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). "Una nube di cenere coprì quasi tutto l'emisfero settentrionale. Quella che doveva essere una stagione estiva fu completamente annullata da un inverno freddo con carestie in tutta Europa e anche in Nord America". In realtà non tutti gli scienziati la pensano così. Gli studiosi dell'Istituto di meteorologia tedesco Max Planck di Amburgo, per esempio, ritengono che il vero problema non siano le ceneri, ma l'acido solforico che però, in questo frangente, non risulta particolarmente abbondante. E quindi non avrebbe senso prevedere un'estate più fredda del solito.



In ogni caso l'eccezionale eruzione ha provocato e sta provocando grossi disagi ai viaggi aerei. Sono saltati numerosi voli soprattutto nel Regno Unito e in Scandinavia. Le ceneri vulcaniche non impediscono solo l'oscuramento della vista dei piloti, ma anche l'inceppamento delle eliche degli aerei, fondamentali per il corretto funzionamento di un mezzo volante. A questo punto in molti si chiedono se la nube di polvere e cenere riuscirà a varcare le Alpi, creando problemi (nelle prossime ore) anche in Italia. “Se mai dovesse arrivare da noi, sarà già molto dispersa”, assicurano gli scienziati dell'Ingv. "Ora stiamo valutando la sua consistenza, anche se la presenza di sistemi nuvolosi più alti in quota ne disturba l'osservazione". Ma da cosa è composta esattamente la nube di cenere? I vulcanologi parlano di un mix di vapor acqueo, anidride solforosa, composti a base di fluoro e polveri vulcaniche a base di silicio. Il fenomeno è figlio del contatto esplosivo avvenuto fra il magma incandescente del vulcano e il ghiacciaio gelido soprastante. Difficile, in ogni caso, prevedere l'andamento dell'eruzione. Benché i vulcanologi siano propensi a credere che l'emissione di lava proseguirà per molte settimane: “Eruzioni di questo tipo sono difficili da interpretare”, afferma Magnus Tumi Gudmunsson, professore islandese di geofisica, “possono durare qualche giorno, ma anche più di un anno”. Preoccupa peraltro l'idea che possa riattivarsi il vulcano Katla, che sorge a poca distanza dal vulcano Eyjafallajokull, complicando ulteriormente le cose: la sua ultima eruzione risale al 1981. Oggi il caos aereo si percepirà anche in Italia per almeno 24 ore. Agli aeroporti di Fiumicino e Ciampino sono sospesi dalle 6 di stamane tutti i voli diretti sul nord Europa, a Genova, Milano, Torino, Bergamo e Bologna. Per quanto riguarda il nord della penisola l'Enac, ha disposto "l'interdizione al volo strumentale di tutto il nord Italia fino a 35mila piedi, vale a dire 10.668 metri, dalle 6 alle 14 di sabato". Cancellati gran parte dei voli Ryanair da Orio al Serio fino alle 13 di lunedì 19 aprile. Per sopperire a questa grave difficoltà nei trasporti si son fatte avanti le Ferrovie dello Stato, che hanno potenziato i collegamenti su rotaia fra le regioni settentrionali e il resto d'Italia. Previste anche 6 corse in più per il Frecciarossa, il treno superveloce inaugurato da poco più di un anno.

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