I cannibali di Herxheim

Tracce di cannibalismo. Questo il quadro emerso da una serie di scavi effettuati in Germania - nei pressi di Herxheim, cittadina della regione Renania-Palatinato - dove sono venuti alla luce i resti scheletrici d'individui vissuti 7mila anni fa, divorati da altri uomini. Uno scenario che lascia attoniti gli stessi ricercatori: le ossa ritrovate - anche di bambini - mostrano, infatti, chiari e inconfutabili segni di rotture e cotture intenzionali, di solito riscontrabili su resti animali. "I reperti scheletrici individuati di circa 500 persone, sono stati mutilati intenzionalmente e su molti di essi sono evidenti tracce di masticazione", spiega Bruno Bolstein, dell'Università francese di Bordeaux. Incuriosisce comunque il fatto che il fenomeno sia avvenuto nel Neolitico, periodo preistorico in cui l'agricoltura aveva ormai preso il sopravvento, offrendo più cibo per tutti (mentre il cannibalismo è una pratica normalmente legata alla carenza di cibo). Ora però resta da capire il vero 'movente' di questo cannibalismo di massa: per alcuni scienziati sarebbe riconducibile a una prassi quotidiana condotta indipendentemente da tutto e tutti, per altri invece parrebbe legato a riti ben precisi, probabilmente di matrice funeraria. Di cannibalismo in Europa si è spesso parlato anche riferendosi all'uomo di Neandertal. Recentemente uno scavo effettuato da un gruppo di ricercatori guidato da Antonio Rosas del Museo Nazionale di Scienze Naturali di Madrid, ha infatti messo in luce resti ossei di neandertaliani caratterizzati da tracce antropofaghe (nella foto). Secondo Rosas "è probabile che le condizioni ambientali fossero così difficili per i neandertaliani da costringerli a nutrirsi della carne dei propri simili". Le analisi dentarie dei reperti rinvenuti evidenziano inoltre casi di ipoplasia, mancata formazione del malto, legata a fenomeni di denutrizione.

Commenti