Lotta all'effetto serra: al via il vertice dell'Onu a Copenaghen

Al via oggi il vertice Onu di Copenaghen per la salvaguardia del clima. Previste due settimane d'incontri e il coinvolgimento di 192 Paesi e 103 capi di stato e di governo. Anche Barack Obama prenderà parte all'appuntamento settimana prossima, durante la fase di chiusura, in cui verranno presentati i provvedimenti da prendere: al termine del summit è previsto un accordo firmato da tutti gli Stati per sostituire il protocollo di Kyoto, che scade nel 2012, come annuncia il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Sull'argomento è intervenuto anche papa Benedetto XVI dicendo che sono necessari "stili di vita più sobri e più rispettosi dell'ambiente e di tutto il creato". Il vertice si pone obiettivi ambiziosi, ma indispensabili per il futuro dell'uomo e del pianeta che, di questo passo, rischia seriamente di soccombere a se stesso, per via dell'intenso sfruttamento dei territori e dell'utilizzo spregiudicato di materie prime. Il premier danese Lars Loekke Rasmussen dice che ''possiamo cambiare e dobbiamo cambiare'' e che, in quest'incontro a Copenaghen, ci sono ''le speranze dell'umanità'''. L'Unione Europea, in particolare, punta al cosiddetto piano 20-20-20. Si vuole dunque ottenere una riduzione delle emissioni di gas serra almeno pari al 20%, aumentare della stessa percentuale l'efficienza energetica, portare a questo livello lo sfruttamento delle risorse rinnovabili. Si spera poi in una maggiore apertura da parte di Paesi fortemente inquinati e inquinanti come Cina, India, Brasile (e Stati Uniti). Intanto gli esperti fanno sapere che da qui al 2100 - a causa dell'effetto serra - scompariranno le Maldive, arcipelago dell'oceano indiano, buona parte di Manhattan e di Hong Kong, Venezia e Paesi pianeggianti che sorgono a livello del mare come il Bangladesh. Secondo i ricercatori del Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Antartica da qui a fine secolo i mari si innalzeranno mediamente di 1,4 metri (contro i 59 centimetri previsti da studi condotti dall'Intergovernmental Panel on Climate Change). Alla base di tutto il progressivo scioglimento dei ghiacci polari. John Turner, a capo dello studio, sostiene comunque che le cose sono già drammatiche: la concentrazione di anidride carbonica e di metano nell'atmosfera è, infatti, senza precedenti negli ultimi 800mila anni.

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