Circolo Magnolia: un esempio di ecosostenibilità

Pannelli solari a Copenaghen
Ultimamente abbiamo parlato spesso di ecosostenibile, della necessità di ridurre gli sprechi e salvaguardare l'ambiente. Per questo motivo ci piace sapere che a Milano e nell'hinterland sono sempre più frequenti iniziative basate sullo sfruttamento di energie alternative o su stratagemmi comportamentali che consentono di acquistare beni di consumo con maggiore oculatezza. Uno degli ultimi esempi arriva dal circolo Magnolia di Segrate (di cui abbiamo intervistato il direttore qualche mese fa) dove a un anno di distanza dall'installazione dei pannelli fotovoltaici, si può fare un elenco dei successi ottenuti. I pannelli solari hanno, infatti, consentito il risparmio di 10mila chilogrammi di anidride carbonica e 3.500 chilogrammi di petrolio. Avanti di questo passo, dunque, si può prevedere che nei prossimi 10 anni sarà possibile evitare l'utilizzo di 43.656 chilogrammi di petrolio e ridurre l'emissione di CO2 di 127.171 chilogrammi. "Redigere un bilancio sociale non è obbligatorio per una realtà come il circolo Magnolia", ricorda Giuseppe Pedeliento, che ha sviluppato il documento, "ma l'hanno voluta fare per rendere conto ai soci". Il documento del bilancio sociale è scaricabile al seguente link: www.circolomagnolia.it/bilanciosociale. "In questo modo, con un clic, tutti possono sapere cosa abbiamo fatto in questi anni" dice Andrea Pontiroli, presidente Associazione Arci Magnolia. Un'altra notizia fresca riguardante Milano e il suo desiderio di trasformarsi al più presto in una metropoli ecosostenibile giunge da Palazzo Marino, dove l'assessorato all'ambiente comunica di voler puntare "a trasformare Milano nella capitale dell'auto elettrica". Entro il 2010 saranno 200 i punti di ricarica per le auto elettriche in città. "Come avevamo rassicurato nel novembre scorso", dice una nota diffusa dagli amministratori, "continueremo a sostenere tutte le aziende che producono e mettono in commercio auto a trazione elettrica". Nonostante altri risultati italiani analoghi a questi, il nostro Paese resta ben lontano da realtà urbanistiche europee molto più sensibili all'ecosostenibile. Le hanno chiamate "next city", le cosiddette città che aiutano il pianeta. Sono per esempio Linz, Copenaghen e Stoccolma. A Linz questo tipo di attitudine all'insegna dell'austerity s'è sviluppata una ventina d'anni fa, puntando su edifici in grado di minimizzare i consumi energetici ed esaltare la vivibilità degli spazi puntando su circolazione dell'aria e illuminazioni naturali. A Copenaghen c'è stata una riduzione delle emissioni di CO2 dal 1995 al 2005 del 20%: prossimo step, ridurle di un altro 20% entro il 2015. Qui ogni anno non si consumano più di 40 kWh per metro quadrato. Infine Stoccolma spicca per la banlieu di Jrra, un quartiere dove s'è passati da un consumo medio di 188 kWh/mq all'anno a 80 kWh/mq.

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