Epidemiologo USA svela i segreti della sindrome del Golfo

La sindrome del Golfo? È una malattia a tutti gli effetti, spiegabile anche dal punto di vista scientifico. Lo rivela l’epidemiologo Robert Haley dell’Università del Texas, USA. L’esperto ha verificato che nel sangue degli ex combattenti coinvolti nella guerra del ’91 contro il regime di Saddam Hussein è presente un particolare enzima, che viene prodotto naturalmente dall’organismo per distruggere i composti simili al gas sarin. Secondo l’autore molti soldati avrebbero subito l'azione dell'arma chimica sotto la soglia d’allarme che avrebbe permesso di rendersi effettivamente conto del problema e da qui poter prendere precauzioni immediate. Nonostante le ipotesi avanzate dall’epidemiologo texano i governi inglese e americano ancora non si sbilanciano, e preferiscono mantenere la linea tenuta finora la quale afferma che le truppe coinvolte negli scontri della prima Guerra del Golfo non abbiano mai avuto a che fare con simili armi. Il composto peptidico individuato da Haley risponde al nome di “paraossonasi”. Gli studi di Robert Haley sono stati anticipati dalla rivista scientifica New Scientist e pubblicati anche dallo United States Departement of Veterans Affaire. In una nota si legge che “una rilevante proporzione di veterani del Golfo soffre di patologie sistemiche non spiegabili in base allo stress del conflitto o a malattie psichiatriche”. Per sindrome del Golfo si intende tutta quella serie di disturbi concernenti problemi cognitivi, dolori articolari, mal di testa, senso di affaticamento, sintomi lamentati dai reduci della prima guerra del Golfo in misura sensibilmente superiore rispetto ai reduci di altre guerre.

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