Il cinema preistorico dei camuni

Incisione rupestre della Valcamonica
La prima esperienza cinematografica? Potrebbero averla vissuta i camuni durante l'Età del Rame. Il misterioso popolo della Valcamonica ci ha lasciato numerose incisioni rupestri, raffiguranti soggetti che – secondo gli studi di Frederick Baker dell'Università di Cambridge – potevano “prendere vita” durante le ore notturne: vari personaggi si animavano e interagivano fra loro, seguendo una storia, una trama, proprio come accade nei film moderni. «Il passato non era solo pieno di ossa e di cocci», rivela Baker, «ma era anche un luogo sensoriale». Il ricercatore inglese ritiene che i camuni utilizzassero delle torce per far luce sui disegni rupestri che in pratica – per un gioco di ombre – davano l'impressione di muoversi: col sole di mezzogiorno le incisioni sono pressoché invisibili, mentre divengono sempre più evidenti col tramonto e con le luci della notte. Le tematiche dei film? Scene di duello, battute di caccia, gente che balla. Probabilmente i camuni si accompagnavano anche col sottofondo musicale, in pratica la colonna sonora del film in programma. Per dimostrare questa teoria Baker ha testato l'effetto eco riscontrabile nella valle, invitando un musicista professionista a esibirsi fra i disegni rupestri.

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