Anche i neandertaliani amavano farsi belli

Un'altra buona notizia per tutti gli amanti (come il sottoscritto) dell'uomo di Neanderthal: anche lui, come l'Homo sapiens, amava farsi bello. Lo dice uno studio diffuso in questi giorni dagli scienziati dell'Università di Bristol. Gli esperti hanno individuato nei siti di Cueva de los Aviones e Cueva Anton, entrambi nel sud della Spagna, resti di conchiglie (nella foto pubblicata dal Times) che con ogni probabilità servivano come contenitori per pigmenti e componenti di vistose collane. Nelle conchiglie sono state trovate tracce di minerali come lepidocrocite, ematite e pirite, utilizzati per scurire parti strategiche del viso; in altri gusci di organismi marini, invece, sono stati individuati resti di pigmenti rossi e gialli. Secondo Joo Zikho, a capo dello studio, "questa è la prima evidenza certa che circa 50mila anni fa, ossia 10 millenni in anticipo rispetto alle prime testimonianze della presenza dell'uomo moderno in Europa, il comportamento dei neandertaliani era organizzato simbolicamente". Affianca l'opinione di Zikho, Laura Longo dell'Università di Siena, la quale aggiunge che benché "i dati genetici dicano che Neanderthal e sapiens non fossero parenti, non significa che i primi non avessero capacità di astrazione". Qualche tempo fa s'era detto che l'intelligenza dei neandertaliani era equiparabile a quella dei sapiens, per via della capacità che avevano di fabbricare utensili di ottima qualità. Oggi, dunque, abbiamo un ulteriore prova a favore di questa teoria.

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