A SCUOLA DI ODOROLOGIA

Bocca, ascelle, intestino, piedi. Sono le parti anatomiche maggiormente legate al cattivo odore, che spesso non sappiamo come contrastare. Ma oggi, grazie, all'odorologia, ne sappiamo molto di più, partendo dal fatto che i profumi potrebbero essere del tutto inutili: il vero obiettivo, infatti, dovrebbero essere i batteri, unici responsabili degli odori più fetidi. Mel Rosemberg, dell'Università di Tel Aviv, dice che i prodotti più maleodoranti sono quelli che derivano dalla demolizione delle proteine. Per esempio ci sono le ammine, particolari molecole di azoto, che sanno di ammoniaca e carne marcia. E c'è lo zolfo dal quale si può generare acido solfidrico, gas facilmente riconducile all'odore di uova marce. La passione di Rosemberg sono gli aliti pestilenti. Non per niente è il direttore del Journal of Breath Research. Sull'alito pesante, dunque, sa tutto, compresa la natura dei batteri che lo determinano. Il riferimento è ai batteri gram negativi. Le prove giungono dal laboratorio di Rosemberg: batteri di questo tipo sono stati, infatti, messi a contatto con un campione di saliva e si è visto che producono un odore nauseabondo. Ma le bocche puzzolenti potrebbero dipendere anche dagli alti livelli di beta-galatossidasi, enzima prodotto da batteri gram positivi che partecipano alla demolizione delle glicoproteine. Grazie a questi studi sarà presto disponibile il test "Si può baciare": basterà alitare su uno strumento apposito, per conoscere la realtà del proprio alito. Col colore blu, meglio astenersi da qualsiasi contatto. Ma non è solo l'alito a impensierire i nostri rapporti con il prossimo. Altrettanto nefasto può essere l'odore procurato dalla sudorazione ascellare. In tal caso gli esperti hanno messo in luce che, le ghiandole delle ascelle, a differenza delle altre sparse per il corpo, sono in grado di produrre una secrezione lattea particolare, contenente un alto numero di proteine. È il cibo ideale per i batteri che le attaccano provocando le esalazioni che tutti conosciamo. Sotto accusa batteri come lo Staphylococcus epidermidis che, a seconda dell'organismo preso di mira, può generare odori "rancidi", "caseosi", o "cipollosi". Oggi è stata sintetizzata una nuova molecola che potrebbe, però, essere in grado di risolvere il problema ascelle: si chiama beta-ciclodestrina e inibisce l'azione batterica. Il cattivo odore potrebbe derivare anche dai piedi, caratterizzati da un sudore acquoso contenente sostanze chimiche di cui i batteri vanno ghiotti, come l'urea e il glucosio. Senza contare le numerose cellule morte che contraddistinguono l'arto e che rimangono imprigionate per via dell'utilizzo di scarpe e calzini. Sull'argomento è particolarmente ferrata Michelle Cullen, podologa dell'Università di Salford, in Gran Bretagna. La scienziata spiega che "in un ambiente umido come quello che si viene a creare in una scarpa, si offre ai batteri il posto ideale dove vivere e moltiplicarsi". Soluzioni? Cambiare spesso le scarpe, e utilizzare calzini di tessuto misto, per esempio quelli composti da cotone e poliestere. Infine ci sono 'gli odori' rilasciati dall'intestino, i più terribili in assoluto. Secondo Glenn Gibson, microbiologo dell'alimentazione presso l'Università di Reading, la popolazione può essere suddivisa in due gruppi: "i puzzoni e gli infiammabili". I primi sono contraddistinti da batteri solfato-riduttori, che producono grandi quantità di acido solfidrico, spesso conseguenza di un'alimentazione a base di uova, pane e vino rosso. I secondi, invece, presentano un maggior numero di batteri produttori di metano. La fisiologia in questo caso determina lo sviluppo di flatulenze inodori (il metano, infatti, è inodore) ma fortemente 'infiammabili'. Buoni risultati per contrastare il problema sono stati ottenuti con un nuovo prebiotico chiamato B-Gos, o galatto-oligosaccaride dei bifido batteri. Assumendolo una volta al giorno si regola l'intestino e tutti i processi ad esso legati.

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