Scoperte le origini del mercato globale

Il mercato globale? È iniziato nel XVII secolo, grazie alle frodi e alla disonestà dei capitani al comando delle navi della Compagnia britannica delle Indie Orientali. Lo studio condotto dai ricercatori della Columbia University, basato sull’analisi approfondita dei diari di bordo e dei registi portuali, ha preso in considerazione 4752 viaggi compiuti tra il 1601 e il 1833. Da essi emerge che, per un periodo relativamente lungo, capitani e marinai utilizzarono furbescamente le navi della Compagnia per sviluppare traffici a proprio vantaggio. Una volta giunti al porto di destinazione, invece di tornare direttamente in patria, toccavano, infatti, numerose altre località dell’Asia, creando progressivamente e inconsapevolmente una serie di mercati interconnessi, via via sempre più importanti. “Le attività illecite dei capitani assoldati dalla marina inglese – dicono gli studiosi – sono culminate in una rete di infrastrutture che in seguito sfuggirono al loro stesso controllo. Tuttavia è stato proprio grazie a questo imperfetto controllo della Compagnia sulle navi e sui loro marinai che, nel lungo termine, la corona britannica ha potuto accumulare la sua grande ricchezza”. Costituita nel 1600, la Compagnia britannica delle Indie Orientali si assicurò, grazie alle navi della marina mercantile e alle numerose stazioni commerciali in tutti i continenti, il monopolio degli scambi con l’Asia, l’Africa e l’America. Nel Settecento acquisì anche potere politico, ma all’inizio dell’Ottocento, perduto il monopolio del commercio con l’India, la Compagnia conobbe un graduale declino che si accentuò quando, nel 1857-1858, le rivolte locali persuasero il governo di Londra ad assumere direttamente l’amministrazione del paese. La Compagnia cessò la sua attività nel 1874.

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