Al via la 'ristrutturazione' di internet, per evitare il collasso previsto fra pochi anni

Esperti della National Science Foundation sono al lavoro per “ristrutturare” internet. Scopo degli scienziati sviluppare entro qualche anno una nuova infrastruttura informatica in grado di garantire la massima sicurezza della Rete e allontanare una volta per tutte il pericolo di un collasso globale di internet, circostanza che getterebbe nello scompiglio più totale l’umanità. L’allarme è stato lanciato poco tempo fa dal guru delle nuove tecnologie David D. Clark del Mit di Boston. Secondo lo studioso il rischio di un collasso della Rete è molto alto. Ed è necessario, dunque, correre ai ripari immediatamente. “Siamo a un punto di svolta, all’alba di una rivoluzione – dice Clark - potremmo assistere a uno stallo dell’utilità della Rete, forse si potrebbe addirittura tornare indietro. Dobbiamo quindi radunare tutte le tecnologie che già conosciamo e combinarle a formare un sistema completamente diverso, innovativo”. Secondo gli studiosi internet sta peggiorando, per ciò che riguarda il profilo del navigatore, ma anche per la sua architettura di fondo. Ormai si è giunti a quasi un miliardo e mezzo di utenti (circa un quinto della popolazione mondiale). Nel 2012 si connetteranno 2miliardi di persone. In Cina ci sono 220milioni di internauti, e a ogni minuto che passa se ne aggiungono 100 nuovi. In testa c'è l'Asia (con il 43% degli internauti); a seguire l'Europa (22%), l'America del Nord (13%), l'America Latina (11%). In generale, le previsioni, parlano di una crescita del 45% fra il 2008 e il 2013. C’è un prolificare eccezionale di applicazioni: dispositivi wireless, condivisione di file in peer–to-peer, telefonia, aziende e ingegneri di network che lanciano patch, aggiornamenti e varianti sempre più geniali. Tutto ciò è diventato assai difficile da gestire, da tenere sotto controllo e potrebbe “esplodere” da un momento all’altro. “Se riusciamo ad attuare quel che stiamo cercando di fare, avremo realizzato qualcosa di più grande di quanto mai sia stato compiuto finora nell’ambito dell’informatica – rivela Guru Parulkar, manager della della National Science Foundation. Infine, a conferma del pericolo di un imminente tracollo di internet, c’è un sondaggio compiuto da un’associazione non profit americana, il Pew Internet American Life Project che da anni valuta e studia la crescente penetrazione delle tecnologie digitali nella vita di tutti i giorni, degli statunitensi e non solo. Da essa emerge che il 66% degli intervistati teme entro il 2014 il rischio di un possibile collasso o crisi tecnica della Rete. Il 59% degli utenti ha invece paura di essere costantemente spiato e che il fenomeno incrementerà sempre più.

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