VELENO IN FACCIA

Una valanga di additivi chimici: per la precisione 515. È quella che si 'versa' addosso ogni giorno una donna, prima di uscire di casa. Sono le conclusioni di uno studio diffuso in questi giorni dai principali tabloid inglesi. Stando infatti ai risultati della ricerca, prodotti di bellezza come profumi, oli per la pelle, trucchi, contengono molti più principi attivi di quanto si possa immaginare - in tutto ne vengono utilizzati 13mila dall'industria cosmetica - e non sempre queste sostanze sono benefiche per la pelle delle donne, e per la loro salute in generale. (Lo stesso vale per l'uomo che, però, usando meno questi prodotti, corre minori rischi). In alcuni profumi - come riporta il Daily Mail - ci possono essere fino a 250 sostanze chimiche (in rari casi si arriva addirittura a 400); 15 negli shampoo; 33 nei rossetti; 13 nei lucidalabbra; 31 negli smalti per unghie; 25 nelle matite per gli occhi; 16 nei fard. "Se si considera che in media una donna utilizza 13 prodotti di bellezza al giorno", racconta Charlotte Smith, a capo dello studio, "i conti sono presto fatti: sono innumerevoli le sostanze chimiche con cui le appartenenti al gentil sesso vengono costantemente a contatto". Lo studio condotto su più di 2mila donne dimostra che la cosmesi quotidiana è radicalmente cambiata rispetto a qualche decennio fa. Un tempo, per esempio, erano molte di più le cosiddette 'ragazze acqua e sapone'. Oggi, invece, è assolutamente vero il contrario: fin da bambini, infatti, ci si comincia a profumare e truccare. Ma se si sta un poco attenti alle cronache ci si rende conto che, in effetti, c'è qualcosa che non va. Recentemente, per esempio, ha fatto notizia il caso di una ragazzina che per scurirsi i capelli è finita di corsa all'ospedale: non sapeva infatti di essere allergica a una sostanza contenuta nel prodotto utilizzato per la tinta. Analoga la vicenda di un'altra teenager che, sempre in Gran Bretagna, ha dovuto sottoporsi a una serie di cure urgenti dopo aver usato un prodotto per colorare i capelli ed essersi ritrovata calva. La rivista "Contact Dermatitis" cita invece il caso di una bimba di 4 anni colpita da una grave forma di dermatite alle palpebre: colpa dell'uso eccessivo di uno smalto contenente formaldeide che veniva a contatto con gli occhi quando la bimba si grattava con le unghie colorate. Ma quali sono queste sostanze pericolose e che rischi si corrono venendo quotidianamente a contatto con esse? Per esempio negli shampoo può creare dei problemi il laurilsolfato di sodio. È un agente sgrassante di solito utilizzato nel campo dell'ingegneria industriale per pulire, per esempio, gli interni delle locomotive. Può provocare irritazione e danneggiare gli occhi. Sostanze come i parabeni vengono usati come conservanti e sono presenti ovunque (anche negli alimenti). Nel 2004 l'oncologa Philipa Darbre dell'Università di Reading confermò che queste sostanze si accumulano nei tessuti e possono provocare tumori anche a distanza di decenni. Secondo dei ricercatori della Kyoto Prefectural University of Medicine il fenomeno è influenzato anche dall'azione solare, che favorirebbe il passaggio di sostanze tossiche dalla pelle agli organi interni. Altre sostanze cosmetiche potenzialmente dannose sono messe in relazione a problemi di natura ormonale. In particolare ci sono principi attivi come gli xenoestrogeni che, imitando gli estrogeni femminili, possono provocare infertilità ed endometriosi. Gli xenoestrogeni sono inoltre responsabili dei numerosi casi di 'femminilizzazione' (maschi che producono uova), riscontrati in animali che abitano zone molto inquinate. Altro prodotto a rischio è la resina tosilamide/formaldeide. È un composto chimico tipico degli smalti che, con il suo impiego, risultano più resistenti e danno maggiore lucidità. Gli studi però hanno messo in luce che più del 6,6% delle donne (e il 12% delle giovanissime) che utilizzano questi prodotti accusano dermatiti e allergie. Infine l'Enviromental Working Group (EWG) precisa che solo 28 prodotti su 7.500 commercializzati sono regolarmente testati per la loro sicurezza. Un prodotto su 120 contiene almeno una sostanza cancerogena e un terzo una sostanza classificata come potenzialmente cancerogena.

(Pubblicato su Libero il 21 novembre 09)

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