La sacra sindone? E' di epoca romana. In un libro le prove di una studiosa italiana

La prossima ostensione è prevista per la primavera 2010. Intanto, però, la sacra sindone continua a far parlare di sé. Barbara Frale, Ufficiale degli Archivi segreti del Vaticano, ha dato alle stampe un libro - La sindone di Gesù Nazareno (Il Mulino) - nel quale ci racconta di aver decifrato delle scritte che attesterebbero la sua autenticità. Fu per primo il chimico Piero Ugolotti nel 1978 a individuare dei 'segni' particolari sul prezioso telo. Secondo i primi studi la scritta 'iber' rimandava a 'Tiberios', nome dell'imperatore romano che regnò all'epoca della crocifissione di Gesù; 'neazare' a 'nazarenos', e 'innece' a un vocabolo sconosciuto legato probabilmente a una causa di morte. Tutto vero, ma tutto smentito nel 1988 con la datazione al radiocarbonio che definì la sindone un falso medievale. Ma Frale è convinta del contrario. Secondo la studiosa italiana, che si dice cattolica ma discepola di studiosi rigorosamente atei, ci sono vari punti che inducono a pensare che quelle scritte non possono averle fatte dei cristiani nel medioevo, bensì dei pagani in epoca romana. E che quindi la sindone risale all'epoca di Cristo. Frale dice, infatti, che la parola 'nazareno' non veniva utilizzata dai primi cristiani, che la ritenevano quasi dispregiativa. Semmai avrebbero dovuto utilizzare la parola 'Cristo', che invece non compare. Per ciò che riguarda la parola 'innece', la studiosa afferma che potrebbe riferirsi a 'condanna a morte', mentre 'nazarenos' potrebbe essere preceduto dalla parola '(I)esou(s), che non è difficile ricondurre a Gesù. Da qui, quindi, la conclusione che fu una mano laica a porre le scritte sul lenzuolo in cui venne avvolto il corpo di Cristo. E a chi si oppone alle sue tesi Frale risponde oggi a Repubblica in questo modo: "Io ho incontrato un documento archeologico che parla della condanna e della sepoltura di un uomo di nome Yeshua Nazarani: a lui ho intitolato il mio lavoro. Se quell'uomo fosse anche il Cristo, il Figlio di Dio, non è compito mio stabilirlo".

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