Il boom del bike polo

Una tendenza nuovissima: il bike polo, sport poco conosciuto in Italia, ma che sta avendo sempre più successo. In pratica si 'cavalcano' delle biciclette 'truccate' e con una mazza (delle racchette da sci modificate) si cerca di centrare con una pallina da street hockey la porta avversaria, all'interno di uno spazio di circa 25 metri. Due le squadre in gioco, ognuna composta da tre atleti. Regola fondamentale: non si possono mai appoggiare per terra i piedi. Vince chi segna per primo cinque goal. Il riferimento è al tipico polo anglosassone, praticato a cavallo in campi predisposti per questo tipo di disciplina. Da noi, invece, ci si organizza come si può, prendendo d'assalto parcheggi, parchi, piazze e giardini. Il fenomeno sta contagiando un po’ tutte le grandi città da Milano a Torino, da Roma a Catania. Nella metropoli milanese, in particolare, il bike polo viene praticato in piazza san Fedele, dietro Palazzo Marino, sede del municipio, ai piedi del monumento dedicato ad Alessandro Manzoni. Per tutti gli appassionati (e i curiosi) l'appuntamento è per ogni martedì sera. Tempo permettendo. Le origini del bike polo risalgono al 1891. Le prime competizioni si tennero in Irlanda. Nel corso delle Olimpiadi di Londra del 1908 il bike polo venne presentato come sport dimostrativo. Dal 1996 si disputano regolarmente campionati mondiali.

Commenti